1) Ipotizziamo che un’azienda italiana acquisisca un’azienda americana che opera nel suo stesso settore (es. automobili). Quali possono essere le differenze per quanto concerne la tendenza verso l’economicità aziendale?
In tale ipotesi si può notare innanzitutto una strategia di crescita improntata sull'internazionalizzazione. Tale strategia può impattare sull'economicità del gruppo facendone derivare delle differenze in quanto se si raggiona secondo la prima accezione di economicità, quindi in termini di efficacia ed efficienza, ci potrebbe essere la tendenza da parte dell'azienda americana di non rispettare gli obiettivi aziendali. Ciò potrebbe accadere non tanto in termini di efficacia, quindi nel fare le cose giuste, piuttosto ciò che potrebbe causare delle differenze e quindi causare delle inefficienze operative è il modo di fare le cose, intaccando così gli obiettivi qualitativi e vincenti del gruppo. E' pur vero che nel momento in cui il gruppo va ad effettuare una strategia di internazionalizzazione dovrebbe aver già considerato dei rischi simili, i quali sono semplicemente frutto dell'operare in un mercato diverso, caratterizzato da una domanda diversa. Per questo accade spesso che in simili situazioni venga lasciata un autonomia almeno a livello competitivo, proprio per poter competere su un determinato territorio, adattando la propria offerta rispetto al contesto in cui si opera. In questo caso si deve comunque puntare all'economicità del gruppo, l'azienda americana dovrà quindi avere un attitudine volta alla remunerazione di tutti i fattori produttivi così da mantenerli avvinti alla propria economia, orientadola comunque verso l'interesse primario del gruppo. A questo punto se viene rispettato il concetto di economicità si può pensare che il gruppo possa sopravvivere nel tempo, c'è quindi un effetto sistema positivo e qundi un equilibrio economico.
Un problema che potrebbe presentarsi per l'azienda americana è quello di non operare in precedenza con economicità, condizione necessaria per la creazione di valore. Tale problematica potrebbe dipendere dalla propria cultura organizzativa e dal suo modus operandi non orientato quindi verso la teoria dell'interesse primario delle imprese volta alla soddisfazione dei bisogni e alla creazione di profitto sostenibile. Dunque, l'azienda americana potrebbe aver difficoltà nell'inserirsi in un contesto aziendale con un simile orientamento, dove l'equilibrio economico di breve periodo potrebbe essere sacrificabile in vista di un'ottica di lungo periodo, creando nel tempo un flusso dei ricavi maggiore al flusso dei costi in modo da soddisfare le attese non solo degli azionisti ma anche dell'azienda, dei vari portatori di interesse e dei non stakeholders.
La differenza sull'economicità potrebbe derivare dai diversi fini e obiettivi vincenti che le due aziende decidono di porre in essere per perseguire il fine. Ad esempio, l'azienda americana potrebbe avere come unico scopo la massimizzazione del profitto e quindi non investire in ReS. Al contrario, l'azienda italiana potrebbe avere come fine quello di essere all'avanguardia sul design e quindi avere come obiettivo vincente quello di investire in ReS.
Quando analizziamo l’economicità di un’azienda, facciamo riferimento a due caratteristiche fondamentali: l’efficacia strategica e l’efficienza operativa. La prima riguarda la capacità di selezionare obiettivi vincenti con una visione di lungo periodo, mentre la seconda significa raggiungere tali obiettivi minimizzando lo spreco di risorse. Prendendo l’esempio della acquisizione FIAT- CHRYSLER, possiamo dire che l’impresa automobilistica italiana Fiat possedeva ottimi motori e un design made in Italy all’avanguardia, ma nonostante ciò si trovava ad affrontare le ripercussioni della crisi economico-finanziaria mondiale del 2008. Invece Chrysler, era un’azienda ormai in mano a fondi avvoltoi, priva di strategie e vicina al fallimento. Quindi possiamo dire che questa operazione di acquisizione è servita ad entrambe in quanto, Fiat è riuscita a sopravvivere alla crisi espandendo il suo marchio oltre oceano, mentre Chrysler è stata in grado di risollevarsi dal fallimento, evitando così il licenziamento di più di 50 mila dipendenti. Concludendo, tale acquisizione ha permesso di creare e di raggiungere obiettivi vincenti in ottica di lungo periodo per entrambe le società, eliminando le inefficienze che presentavano fino a quel momento, partecipando inoltre al bene comune della collettività.
La motivazione potrebbe risiedere nella diversa impostazione circa l'economicità aziendale, dove l'azienda americana potrebbe essere più improntata al breve periodo ed alla massimizzazione del profitto (shareholder theory) mentre quella italiana è maggiormente incentrata al lungo periodo (quindi ad investimenti in R&S che nel breve potrebbe generare perdite). Un'altra considerazione da fare, quando si effettuano tali operazioni, risiede nell'analizzare le differenti matrici culturali e le differenti tradizioni che alcune volte portano a delle divergenze che rendono inefficace tale processo. Ciò avviene più frequentemente nelle fusioni però è comunque un fattore da tenere anche in questo caso in considerazione per effettuare un'analisi più completa.
Dipende dall’accezione di economicità utilizzata: 1) Se economicità significa operare con efficienza strategica ed efficacia operativa, le differenze nell’efficienza strategica derivano dalle differenze dei mercati in cui le due aziende operano (italiano e americano) e quindi nella diversa capacità di raggiungere obiettivi vincenti diversi a seconda del contesto locale. Le differenze nell’efficacia operativa derivano dalla cultura dei due paesi, che influenza la cultura aziendale e porta a differenze sul diverso modo di intendere determinati concetti ed eseguire operazioni, quindi nel diverso modo di realizzare combinazioni produttive ottimali che minimizzino l’utilizzo di risorse massimizzando il valore creato. 2) Se l’economicità è l’attitudine dell’azienda ad offrire permanentemente adeguata remunerazione a tutti i fattori produttivi, per tenerli avvinti alla propria economia, le differenze potrebbero fare riferimento a quali fattori produttivi vengono ritenuti importanti. L’azienda americana potrebbe essere orientata alla massimizzazione di profitto per l’azionista quindi opererebbe comunque con economicità pur non effettuando investimenti in R&S e formazione, perché l’orientamento è al profitto di breve periodo mentre quelli sono investimenti che generano valore sul lungo periodo. L’azienda italiana potrebbe essere orientata all’interesse primario aziendale, tenendo conto dell’azienda in primis e poi di tutti gli altri portatori di interessi, quindi operare con economicità significherebbe effettuare tali investimenti perché l’orientamento sarebbe al lungo periodo. 3) Se l’economicità è invece in funzione del gruppo, l’azienda americana potrebbe essere stata acquisita per svolgere una funzione di servizio nei confronti del gruppo, quindi potrebbe anche non operare con economicità se tolta dal contesto di gruppo. La sua economicità dipenderebbe dalle sinergie attivate con altre unità del gruppo e il valore da questa creato si leggerebbe a livello di gruppo e non di singola realtà operativa. Maura Vitali
A mio parere tale acquisizione si può rilevare vincente per sfruttare e trasferire know-how tra le differenti unità produttive del gruppo. Questo inciderebbe sia sull'efficacia strategica che sull'efficienza operativa di alcune o magari di tutte le altre unità del gruppo. Si avrebbe accesso a diverse tecniche produttive, migliorerebbe ad esempio il design degli interni e così via. Tutto ciò grazie alla conoscenza apportata dall'unità acquisita oppure apportata dalle altre unità a favore dell'unità acquisita, favorendo una ancor più ampia creazione di valore. Enrico Clementi
potrebbe dipende in grosso modo da quella che é la coltura aziendale, l'economicità di un'azienda americana potrebbe tendere più verso un impostazione di tipo fordista puntando più verso un aumento della produzione a scapito di altri elementi come human resource, design, valorizzazione di prodotti di nicchia piuttosto che alla grossa distribuzione
Potrebbe dipende in grosso modo da quella che é la coltura aziendale, l'economicità di un'azienda americana potrebbe tendere più verso un impostazione di tipo fordista puntando più verso un aumento della produzione a scapito di altri elementi come human resource, design, valorizzazione di prodotti di nicchia piuttosto che alla grossa distribuzione Angelo Borzumati.
Gli effetti sull'economicità attraverso tale strategia di internazionalizzazione potrebbero essere negativi in quanto diversi potrebbero essere i fini e i modi attraverso il quale le due aziende perseguono gli obbiettivi. Sarà necessario quindi valutare prima i processi interni e trovare le sinergie che possono accomunare e rafforzare le due imprese. Stefano Rosati
L'economicità si articola nell'efficacia strategica e nell'efficienza operativa, quindi nella capacità di selezionare obiettivi vincenti in ottica di lungo periodo e di raggiungerli minimizzando l'utilizzo di risorse impiegate. La volontà di una società italiana di internazionalizzarsi con l'acquisto di una società americana del suo stesso settore di appartenenza può essere dettata dalla volontà di migliorare queste due caratteristiche ritenendo l'acquisto della società americana strategico per migliorare la propria economicità. Ovviamente sarà necessario ponderare l'acquisti in un'ottica di costo-beneficio cercando di capire se l'acquisto di tale società influisca positivamente sull'interesse primario e andando a definire le modalità di integrazione adeguate a far si che non si verifichino casi di comportamenti opportunistici o conflitti di varia natura fra le due società.
uno dei motivi potrebbe essere il favorire il trasferimento del know how, l'interesse è quello di incrementare le performance economiche e perciò ho interesse ad aprire il mio azionariato
Si potrebbe avere interesse poiché si verrebbe a dar vita ad una partecipazione di collegamento che serve a sviluppare le relazioni tra G e D, incentivando gli operatori di G a trasferire know-how a D, cosi da incrementare l’utile di D ed apportare benefici economici alla controllante.
L' interesse della holding è quello di trasferire know how e di favorire le relazioni tra le due controllate, più precisamente è G che trasferirà know how a D perché possiede il 10%. Leonardo Canini
Secondo me, la holding ha attivato una partecipazione di collegamento intragruppo di G in D per mitigare l'eventuale comportamento opportunistico del Management di G, che al posto di fare l'interesse del gruppo, potrebbe fare i propri interessi (secondo la teoria dell'agenzia, i comportamenti opportunistici non possono essere eliminati del tutto ma solo attenuati attraverso un sistema di monitoraggio ed incentivi per i manager come stock options o bonus salariali agganciati ai risultati economici). In questo modo G è incentivato a trasferire know-how per collaborare con D dato che il buon andamento di quest'ultima può avere un duplice effetto postivo su G: 1) la rivalutazione della partecipazione posseduta in D e 2) l'aumento dei dividendi a cui ha diritto con il 10% dei cash flow rights. Tutto ciò porta benefici anche alla holding vista la rivalutazione della partecipazione diretta in D (45%) ed ai cash flow rights, pari al 9% (90% x 10%), su D attraverso G.
In questo caso si potrebbe pensare ad un'alleanza strategica infragruppo posta in essere per trasferire know how dalla società G alla società D, andando ad incrementare i suoi utili e arrecando un beneficio al gruppo nel suo insieme grazie all'effetto sistema.
Tale partecipazione indiretta rappresenta una partecipazione di collegamento volta ad implementare le relazioni tra le due società, favorendo anche un trasferimento di know-how da G a D incrementando l'utile di quest'ultima.
La partecipazione del 10% di G in D è una partecipazione di collegamento voluta dalla Holding con lo scopo di far sviluppare delle relazioni tra le due società del gruppo, ma incentivare soprattutto la società G a trasferire il suo Know How in modo da creare sinergie di gruppo.
La Holding potrebbe avere diverse tipologie di interessi nel detenere questa partecipazione indiretta del 10%. Ipotizziamo che sia un gruppo automobilistico, dove la società G rappresenta il concessionario e la società D una finanziaria del Gruppo. Questa struttura partecipativa ci induce a pensare che la Holding abbia conferito una DELEGA DECISIONALE in G, e che la partecipazione indiretta del 10% serva ad incentivare l’AD a dirottare i clienti nella sottoscrizione di un contratto di finanziamento con la società D, in quanto se D registra un profitto ne beneficerà anche G e quindi il Gruppo nel suo insieme. Inoltre in linea generale possiamo affermare che tale tipo di struttura serva ad incentivare rapporti di collaborazione tra le società del gruppo favorendo il rapido trasferimento di Know How tra esse, ed evitare problemi di AGENZIA, ovvero che la controllata faccia il suo esclusivo interesse venendo a mancare la visione sistemica.
Innanzitutto, tale partecipazione potrebbe servire a favorire un rapporto di collaborazione tra le due società, incentivando la società G a trasferire il proprio know-how a D. In questo modo G potrebbe ottenere due benefici importanti, ossia un incremento dei dividendi e l’aumento del valore della partecipazione, dato che con il trasferimento di know-how, la società G può contribuire al miglioramento delle performance della società D. Allo stesso tempo, una simile struttura delle partecipazioni potrebbe segnalare il tentativo dell’azionista di controllo di risolvere il problema di agenzia, scongiurando il pericolo di comportamenti opportunistici da parte dei manager della società G. Supponendo che la società D offra servizi ai clienti della società G, potremmo supporre che la partecipazione indiretta del 10% serva ad incentivare i manager della società G ad indurre i clienti a rivolgersi alla società D, piuttosto che ad economie esterne al gruppo. La società G sarebbe portata a farlo perché dal miglioramento delle performance della società D otterrebbe i benefici economici spiegati in precedenza. Infine, strumenti di incentivazione come le stock option potrebbero essere particolarmente efficaci nel limitare i comportamenti opportunistici del management.
Una delle motivazioni che potrebbe indurre la holding a detenere una partecipazione indiretta del 10% in D tramite la controllata G consiste nel favorire lo sviluppo di relazioni tra le due società, sfruttando le sinergie che si possono creare in termini di trasferimento di know-how e contribuendo inoltre all'incremento dell'utile conseguibile nella società D. Giulia Di Silvestre
Si tratta di una partecipazione di collegamento da G a D, attraverso cui la Holding sviluppa relazioni tra le società, favorisce il trasferimento di know how e l’incremento della capacità di generare valore delle società controllate e quindi delle loro performance, quindi incremento dei dividendi, quindi rivalutazione delle partecipazioni possedute dalla Holding in G e D. Questo potrebbe essere anche un modo per evitare il problema di agenzia e il comportamento opportunistico del management di G. Es. FIAT. G è il rivenditore auto, D è la società finanziaria. Con la partecipazione di collegamento i manager di G sono più incentivati a indirizzare i clienti verso la finanziaria di gruppo, anziché a società esterne al gruppo, perché così la società finanziaria migliora la sua performance e sia G che la Holding ne traggono indirettamente beneficio. Maura Vitali
Con tale partecipazione gli amministratori di G sarebbero incentivati innanzitutto a contribuire ad una sana e corretta gestione di D ma anche a trasferirvi conoscenza acquisita. Così si assisterebbe più facilmente a un miglioramento dei risultati di D (con l'aumento del profitto) a vantaggio in primo luogo degli stessi amministratori di G, degli stake-holder e del soggetto economico. Enrico Clementi
Il motivo potrebbe essere lo sfruttamento di sinergie fra G e D, nonché il trasferimento di know-how e capitale umano, al fine di migliorare ed incrementare il risultato d'esercizio di D.
la holding potrebbe avere interesse a detenere una partecipazione indiretta del 10% attraverso la controllata G al fine di sviluppare una collaborazione con la stessa e dare origine a un trasferimento di know-how. Giulia Costantini
La controllata D è dipendente perché appartiene ad un gruppo ed è controllata da H. Il soggetto economico di D è Caio perché ha il 55%. Nel gruppo c’è G, un’altra controllata, che ha il 10% di D. Perchè la società G detiene il 10% di D? Questa è una partecipazione di collegamento, secondo quanto disposto dalla H, che serve a sviluppare le relazioni tra G e D, e incentivare chi sta in G a trasferire know how da G a D, cosi si incrementa l’utile di D e questo comporta benefici economici alla società collegata.
L' interesse che H avrebbe nel a detenere una partecipazione indiretta del 10% attraverso la controllata G risiede nella possibilità di trasmettere know how.
Possiamo considerare questa partecipazione del 10% come una partecipazione do collegamento, finalizzata a sviluppare le relazioni tra la società G e la società D in particolare per incentivare il trasferimento del know how da G a D. Questo porterà ad un aumento dell'utile della società D e ciò non può che produrre benefici in termini economici alla società collegata.
La partecipazione della società G in D è definibile come una partecipazione di collegamento, utile a favorire le relazioni tra le due società incentivando così lo scambio di know how tra le due. In tale modo l'utile della società D subirà un probabile incremento e di conseguenza questo porterà risultati alla holding. Tuttavia è possibile fare un ulteriore e importante riflessione: Eliminando la partecipazione di collegamento tra G e D, a holding possiede direttamente il 45% di D, costituendo quindi un controllo di fatto. Tuttavia la holding ha una partecipazione in G del 90% e G ha una partecipazione in D del 10%, possiamo quindi dire che la holding ha una partecipazione indiretta in D (tramite G) del 9%. Alla luce di quanto detto quindi possiamo dire che la holding controlla D con il 54% e quindi possiamo parlare di controllo di diritto.
Il motivo potrebbe essere quello di indurre la società G a trasferire parte del proprio Know how e delle proprie informazioni sensibili dal punto di vista competitivo. Questo accadrebbe perché la società G avendo la partecipazione del 10% nella controllata D ha interesse affinché questa operi in modo virtuoso perché in tal modo G ne guadagnerebbe in termini di dividendi derivanti dall'ottima attività svolta da D.
3) Nella slide 339, chi possono riguardare i crediti commerciali verso parti correlate, ipotizzando che Lottomatica sia inserita nel gruppo De Agostini (slide 47)?
riguardano i rapporti commerciali tra holding e controllate in cui posso trovare anche l'azionista di maggioranza e le società da esso controllate. Bisognerebbe analizzare la nota integrativa.
Il bilancio civilistico prevede la distinzione dei rapporti con la controllante, con le controllate , con collegate e con altre società controllate dalla controllante. Nello caso di Lottomatica rappresentato nella slide, le parti correlate vengono rappresentate ma, nello specifico, non c’è dettaglio circa il fatto che le parti correlate siano società controllante o società collegate. Pertanto, dovrà essere necessario vedere la nota integrativa.
Nella slide 339 viene rappresentato lo SP del Bilancio Consolidato secondo i principi IAS/IFRS dove per parti correlate ci si riferisce alle parti correlate infragruppo ed a quelle esterne al gruppo. Quindi, nell'ipotesi che Lottomatica sia inserita nel Gruppo De agostini, tali crediti commerciali possono riguardare degli scambi tra Lottomatica e O1, O2, O3, Toro assicurazioni, O4, O5,O6, De Agostini, componenti della famiglia Boroli-Drago (esterni al gruppo)
A differenza del bilancio IAS/IFRS dove per un maggior dettaglio degli scambi con le parti correlati occore far riferimento alla nota integrativa, in questo caso avendo di fronte un bilancio civilistico si possono notare nello stato patrimoniale tutti i rapporti con la controllante, le controllate e le collegate. Nel bilancio civilistico i rapporti con le parti correlate si riferiscono quindi solo al gruppo. In questo caso, Lottamatica facendo parte del gruppo De agostini, saranno rappresentati gli scambi avvenuti tra queste due e le società controllate da Lottomatica stessa.
Nel bilancio civilistico gli scambi con parti correlate non fanno riferimento solo ai rapporti di gruppo, ma anche all'azionista di maggioranza. Dunque, possono riguardare anche scambi con parti esterne al gruppo correlate alla società. Nel caso specifico, i crediti commerciali verso parti correlate possono riguardare anche gli scambi con Toro Assicurazioni, facente parte di un gruppo più ampio a cui Lottomatica stessa appartiene.
La definizione di parti correlate la troviamo all’interno dello IAS24 il quale richiede alle società che applicano i principi contabili internazionali, separata evidenza in bilancio di questi rapporti. In Italia inoltre, le società quotate oltre a rappresentare tali rapporti nella nota integrativa, devono presentarli anche negli schemi di bilancio. Per parti correlate, nel caso di Lottomatica SpA intendiamo sia le operazioni infragruppo (con le controllate di Lottomatica SpA), sia quelle esterne al gruppo Lottomatica ma interne al gruppo più ampio De Agostini (operazioni con le società di Toro Assicurazioni e De Agostini).
Alla slide 339 troviamo il bilancio della Lottomatica Spa, redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS. Mentre nel bilancio civilistico troviamo indicazione distinta dei rapporti con la controllante, le controllate, le collegate, nonché verso altre controllate dalle controllanti, in questo caso, al fine di avere maggiori indicazioni, bisognerebbe leggere il dettaglio della nota integrativa. Tuttavia, facendo riferimento alla definizione di parti correlate fornita dallo IAS 24, possiamo affermare che i crediti commerciali della slide 339 potrebbero fare riferimento non solo a rapporti con parti correlate di gruppo ma anche esterne al gruppo (le quali appunto rientrano nella definizione di parti correlate dello IAS 24).
Il bilancio presentato nella slide è il bilancio separato di Lottomatica S.p.A pertanto i crediti commerciali possono riguardare parti correlate interne al gruppo lottomatica (scambi tra lottomatica e le sue controllate) ma anche al gruppo più grande di riferimento, quindi scambi tra lottomatica e deagostini, lottomatica e Toro, lottomatica e altre società controllate da Toro e scambi tra lottomatica e le famiglie Boroli-Drago o tra lottomatica e parenti delle famiglie Boroli-Drago, dato che nei rapporti con parti correlate vengono inclusi anche quelli con persone fisiche e società da loro controllate (soggetto economico, figlio o moglie del soggetto economico) esterne al gruppo e legate al gruppo da rapporti di parentela. Maura Vitali
Essendo Lottomatica SpA al vertice del gruppo Lottomatica e ipotizzando che tale bilancio sia un bilancio separato di Lottomatica redatto secondo gli schemi del CC, i crediti verso parti correlate sono crediti che tale società vanta nei confronti di altre società appartenenti al gruppo (es. vendita di servizi la cui manifestazione finanziaria avverrà nell'esercizio successivo). Enrico Clementi
I crediti commerciali verso parti correlate , nel caso in esame, possono riguardare i rapporti che Lottomatica ha con Toro Assicurazione, con De Agostini e con altre parti correlate esterne al gruppo (terze economie) in quanto il bilancio che viene preso come punto di riferimento è il bilancio separato di Lottomatica. Al suo interno vengono infatti rappresentati i rapporti con le parti correlate dove per parti correlate si fa riferimento sia a società che fanno parte del gruppo che a società esterne al gruppo. Giulia Di Silvestre
Ipotizzando che Lottomatica sia inserita nel gruppo De Agostini, i crediti commerciali verso parti correlate saranno rappresentati dagli scambi con Toro Assicurazioni ed anche con De Agostini (parti correlate esterne), nonchè tra le controllate di Lottomatica (parti correlate interne). Giulia Costantini
Il bilancio civilistico, rispetto a questo qui sotto che è IAS, prevede la distinzione dei rapporti con la controllante, con le controllate, con collegate e con altre società controllate dalla controllante. Facendo riferimento al bilancio della società Lottomatica, nello stato patrimoniale qui di sotto (IAS) le parti correlate vengono rappresentate, ma nello specifico non c’è dettaglio circa il fatto che le parti correlate siano società controllante, società collegate e questo me lo dice la nota integrativa. C’è differenza tra parti correlate e parti infragruppo. Le parti correlate sono sicuramente parti infragruppo, ma le parti correlate fanno riferimento a scambi con soggetti non appartenenti al gruppo, ma che sono comunque correlate alla società.
I crediti commerciali verso parti correlate, ipotizzando che Lottomatica sia inserita nel gruppo De Agostini saranno rappresentati dagli scambi con Toro Assicurazioni e con De Agostini (correlate esterne). Inoltre anche con le controllate della stessa Lottomatica (correlate interne).
Nella riclassificazione presente nella slide 339 la voce "crediti commerciali" con parti correlate potrebbero riguardare i rapporti con la controllante o con le controllate perchè non viene specificato e perciò avrò la necessità di andare a guardare la nota integrativa. Nel bilancio civilistico, invece, è presente la distinzione dei rapporti con la controllante, con le controllate o con le collegate direttamente negli schemi. Negli schemi del codice civile le parti correlate sono quelle che fanno riferimento ai rapporti di gruppo ma generalmente invece se parlo di parti correlate potrei fare riferimento anche a scambi esterni al gruppo ma in qualche modo correlati alla società andando ad analizzare la natura del rapporto di correlazione.
Non essendo quello di Lottomatica S.p.A. un bilancio civilistico, ma IAS/IFRS, non è possibile evincere direttamente dal bilancio a chi siano esattamente attribuite le varie voci. E' possibile evincere unicamente in che parte la voce "Crediti commerciali" sia dipendente dalle parti correlate, ovvero quelle figure che fanno riferimento ai rapporti di gruppo: controllate, controllanti, collegate e altre. Sarà quindi necessario consultare la nota integrativa.
Essendo Lottomatica S.p.A. una sub-holding, i "crediti commerciali verso parti correlate" possono riguardare società appartenenti al gruppo da essa controllato, oppure al gruppo più grande di cui fa parte e quindi alle società De Agostini, Toro e alle loro controllate e collegate. Le parti correlate possono essere anche persone fisiche legate da vincoli di parentela al gruppo. Per informazioni più dettagliate si dovrà ricorrere alla nota integrativa.
I crediti commerciali potrebbero riguardare prestazioni sostenute nei confronti della holding controllante, delle controllate o delle collegate secondo quanto previsto dalla normativa, dunque per avere informazioni più attendibili e precise bisognerebbe leggere la nota integrativa.
se questi crediti commerciali dovessero riguardare rapporti con parti correlate esterne al gruppo si, altirmenti no perchè gli scambi intragruppo nel bilancio consolidato vengono eliminati .
Sì, qualora fossero degli scambi avvenuti con delle imprese collegate, imprese correlate, persone fisiche correlate, imprese controllate dal SE ma non facenti parte del gruppo quindi solo con delle parti correlate esterne al gruppo.
Prendendo in considerazione l'ipotesi effettuata nella domanda precedente la risposta è si. In questo caso gli scambi con parti correlate fanno riferimento agli scambi con parti esterne al gruppo, come ad esempio Toro.
Nel bilancio consolidato di Lottomatica, i crediti commerciali verso parti correlate riguardano esclusivamente le parti correlate esterne, ovvero Toro e De Agostini, in quanto le operazioni interne al gruppo vengono rettificate.
Trattandosi di un bilancio consolidato, o meglio, di un sub-consolidato, i rapporti intragruppo vengono elisi. Ciò significa che alla voce crediti commerciali verso parti correlate non troveremo i crediti che Lottomatica vanta nei confronti delle società che appartengono al sub-gruppo di cui è a capo, ma troveremo i crediti che vanta nei confronti delle società facenti parte del più ampio gruppo di appartenenza (De Agostini, Toro, etc.), quindi parti correlate esterne al gruppo.
Nel bilancio consolidato di Lottomatica i crediti commerciali verso parti correlate possono riguardare scambi tra lottomatica e deagostini, lottomatica e toro, lottomatica e altre società controllate da Toro, lottomatica e famiglie Boroli-Drago e loro parenti, tranne gli scambi tra lottomatica e le sue controllate, perché nel consolidato vengono elisi. Maura Vitali
Dipende. Normalmente, ciò che viene fatto tra le società del gruppo non è rilevante ai fini del bilancio consolidato. Questo però non è sempre vero nel momento in cui vado a considerare i rapporti con il mercato esterno (esempio: Lottomatica li ha con De Agostini e Toro Assicurazioni).
Troveremo i crediti commerciali verso parti collegate ESTERNE al sub-gruppo di cui Lottomatica è a capo (per cui verso De Agostini, Toro Assicurazioni etc.), poiché le operazioni infragruppo non vengono contabilizzate.
Nel Bilancio consolidato di Lottomatica verranno rappresentati solo i rapporti con parti correlate esterne al gruppo, ad esempio con Toro o con De agostini. Giulia Di Silvestre
Si, ma solamente se si considerano parti correlate esterne al gruppo (quindi ad esempio Toro Assicurazioni o anche DeAgostini) dato che nel bilanci consolidato vengono elisi gli scambi infragruppo. Giulia Costantini
E' possibile trovare crediti commerciali nei confronti di parti correlate nel bilancio consolidato se si fa riferimento a rapporti con quelle parti correlate esterne al gruppo. Perché tutto ciò che viene realizzato tra società del gruppo e, analogamente, anche gli eventuali scambi/accordi tra filiali della stessa società non sono rilevanti ai fini e non consentono la redazione del bilancio consolidato.
E' possibile trovare crediti commerciali nei confronti di parti correlate nel bilancio consolidato se si fa riferimento a rapporti con quelle parti correlate esterne al gruppo. Perché tutto ciò che viene realizzato tra società del gruppo e, analogamente, anche gli eventuali scambi/accordi tra filiali della stessa società non sono rilevanti ai fini e non consentono la redazione del bilancio consolidato.
Problema pubblicazione nome sul commento precedente
Nel bilancio consolidato devono essere eliminati tutti i rapporti intra gruppo, perciò nel bilancio consolidato di Lottomatica verrano eliminati i crediti commerciali tra quest'ultima e le sue controllate in quanto i rapporti tra Lottomatica e le sue controllate non sono rilevanti per il bilancio consolidato. Ma in questo caso i crediti commerciali che trovo nel bilancio consolidato di Lottomatica verso parti correlate faranno riferimento ai rapporti tra il gruppo Lottomatica e le controparti esterne al gruppo in cui possono essere compresi i crediti commerciali ad esempio con Toro assicurazioni, in quanto questa non rientra nel gruppo Lottomatica. Soltanto nel bilancio consolidato di De Agostini verranno eliminati i rapporti con Lottomatica e Toro assicurazioni in quanto rientrano nel gruppo.
Assolutamente SI. Nel bilancio consolidato, differentemente dal bilancio d'esercizio, vengono elisi tutti gli scambi intragruppo, lasciando quindi sotto la voce "di cui parti correlare" il valori degli scambi avvenuti al di fuori del gruppo di consolidamento. Nel bilancio consolidato di Lottomatica saranno presenti i rapporti tra la stessa e Toro arricurazione, non che con De Agostini. Tuttavia questi saranno poi a loro volta elisi nel bilancio consolidato di De Agostini.
Assolutamente sì nel caso in cui i crediti commerciali in questione dovessero riguardare rapporti con parti correlate esterne al gruppo perché se fossero parti correlate interne allora gli scambi non sarebbero visibili perché nel bilancio consolidato di gruppo vengono eliminati.
5) Si ipotizzi che la holding acquisisca una partecipazione di controllo sostenendo un costo parti a 1.000.000, di cui 200.000 sono rappresentati da avviamento. Dove è inserita quest’ultima voce? Nel bilancio separato della holding?
La troviamo in due bilanci: 1) all'interno della voce Avviamento del Bilancio Consolidato del gruppo che è il risultato della somma di tutte le partecipazioni delle imprese controllate dalla holding e 2) all'interno della voce Partecipazioni nel bilancio separato della holding
La voce avviamento è inserita nel bilancio consolidato. Nel bilancio separato troveremo la voce "partecipazioni in imprese controllate ed altre imprese".
Nel bilancio separato l’avviamento è contenuto nella singola partecipazione posseduta dalla Holding. Quando la holding consolida elimina la voce “Partecipazioni in imprese controllate e collegate” sostituendola con le attività e passività delle società partecipate e nel consolidato viene indicato l’avviamento come nuova voce, perché si tratta di una differenza da consolidamento.
La voce Avviamento la troviamo all'interno del bilancio consolidato e deriva dalla voce “ partecipazioni” che si ha nel bilancio di esercizio della società di riferimento.
L’avviamento, in linea generale, emerge dalla differenza tra il corrispettivo pagato per tutto il, o parte del, patrimonio aziendale acquistato ed il netto (o parte del netto) tra il valore corrente delle attività e passività della società partecipata. Il valore di avviamento viene indicato nell’attivo dello stato patrimoniale consolidato e non nel bilancio separato della holding. In quest’ultimo, infatti, troveremo la voce “partecipazioni in imprese controllate e collegate”, voce che nel consolidamento viene sostituita con le attività e le passività delle società partecipate. La differenza tra il valore delle partecipazioni rappresentato nel bilancio della holding e il patrimonio netto che si andrà a consolidare, in alcuni casi, rappresenta avviamento.
il valore 200.000 dell'avviamento lo troverò nel bilancio consolidato, in quanto deriva dalla voce "partecipazioni" che si trova solo nel bilancio d'esercizio della holding. Possiamo dire che generalmente la differenza tra le partecipazioni e il patrimonio netto dà l'avviamento, questo è uno dei motivi per cui si formano le differenze di consolidamento.
l’avviamento deriva dalla consolidazione delle partecipazioni presenti nel bilancio d’esercizio, tipicamente trovate nel bilancio di una holding. Quando si fa il bilancio consolidato, tecnicamente accade che la holding elimina la voce delle partecipazioni e sostituisce quella voce con attività e passività delle società partecipate. Una volta eliminate quelle partecipazioni sicuramente si verificherà una differenza tra il valore delle partecipazioni rappresentato nella holding e il patrimonio netto che vado a consolidate. In alcuni casi quella differenza rappresenta l’avviamento.
DOMANDA: IN LINEA TEORICA IN MOLTI SIAMO D'ACCORDO SU QUESTO, TUTTAVIA NEL BILANCIO D'ESERCIZIO DI LOTTOMATICA S.p.A MESSO COME ESEMPIO DAL PROFESSORE (slide numero 44) E' COMUNQUE PRESENTE LA VOCE AVVIAMENTO. QUALCUNO SA DARMI UNA RISPOSTA? GRAZIE
Inoltre, vedrò un credito commerciale verso parti correlate nel consolidato di Toro Assicurazioni. Tutto questo non potrà essere letto nel consolidato di De Agostini
Nel bilancio separato della controllata e nel bilancio consolidato di Lottomatica dato che rappresenta uno scambio con una parte correlata esterna al gruppo.
In correzione di quanto da me erroneamente scritto, troveremo il debito nel consolidato di Lottomatica (dato che rappresenta una operazione con parte correlata esterna) ed ovviamente nel bilancio separato della controllata.
Il debito commerciale che la controllata di Lottomatica ha verso Toro Assicurazioni può essere letto sia nel bilancio d’esercizio della controllata che nel sub-consolidato di Lottomatica. Questo debito, inoltre, rappresenta un credito commerciale per Toro Assicurazioni, credito che troverà adeguata rappresentazione sia nel sub-consolidato che nel bilancio d’esercizio di Toro Assicurazioni, ipotizzando che sia la holding del sottogruppo a vantare tale credito e non una delle società sottoposte al suo controllo.
Nel bilancio della controllata e nel consolidato di Lottomatica (come debito) e di Toro (come credito) perché rappresentano parti correlate esterne. Nel consolidato di Deagostini no perché sarebbero parti correlate interne e i relativi rapporti elisi. Maura Vitali
Sarà possibile leggere questo debito commerciale nel bilancio separato della controllata di Lottomatica, nonché nel consolidato della holding stessa. Per contro, nel bilancio di Toro troveremo questa posta iscritta come credito commerciale.
Nel bilancio consolidato di De Agostini Nel bilancio Toro assicurazione= credito commerciale Nel bilancio separato della controllata Lottomatica= debito commerciale
Si troverà nel bilancio della controllata e nel consolidato di lottomatica essendo Toro Assicurazioni una parte correlata esterna, dato che nel consolidato vengono elise le operazioni infragruppo. Mentre in quello di Toro Assicurazione figurerà come credito commerciale. Giulia Costantini
Il debito commerciale verso Toro Assicurazioni potrò trovarlo sia nel bilancio separato della controllata di Lottomatica che nel bilancio consolidato del gruppo Lottomatica in "di cui parti correlate" in quanto rappresenta un rapporto tra il gruppo e una parte esterna al gruppo stesso.
Nel bilancio consolidato Lottomatica S.p.A. Nel bilancio di esercizio della controllata presa in considerazione Reciprocamente anche nel bilancio consolidato di Toro Assicurazioni
Il debito commerciale verso Toro Assicurazioni, comparirà: nel bilancio separato della società controllata da Lottomatica (che lo ha contratto), nel bilancio consolidato del Gruppo Lottomatica e in quello consolidato di Toro assicurazioni sotto-forma di credito commerciale (verso parti correlate).
7) Ipotizziamo che una controllata di gruppo sia mantenuta in vita nonostante i risultati negativi generati in passato e che probabilmente genererà anche in futuro. Tali perdite non sono però giustificate da vantaggi generati per altre unità del gruppo. Com’è possibile avere interessi a mantenerla in vita?
si può trattare di un'unità a vitalità economica riflessa e la perdita si giustifica grazie a ritorni che solo il soggetto economico controllante riesce ad ottenere, sono le società tipicamente appartenenti al settore dei media, dei giornali etc
Questo può essere giustificato dalla presenza di Unità a Vitalità Economica Riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico. Sono delle unità tipiche nel settore dell'editoria, le cui perdite non vengono giustificate da valori apportati alle altre unità del Gruppo ma solo dai ritorni che il S.E. riesce ad ottenere. In casi simili possono sussistere una molteplicità di interessi per far sì che esse siano in perdita, ma il S.R. ha l'incentivo a rifinanziarle e mandarle avanti per interessi personali (ad esempio, rimanendo in tema editoria, può essere uno scandalo sui giornali). In conclusione, non si parla di economicità né unitariamente considerata né in funzione del Gruppo, ma solamente di benefici ed interessi privati.
Si tratta sicuramente di un'unità a vitalità economia riflessa nei beneifici privati del controllante. Sono società che operano di solito nel settore dei media e nello sport e vengono mantenute in vita da gruppi industriali/bancari perchè i benefici derivanti dal prestigio, dal consenso e dalla pressione sui policy makers, sono di norma maggiori alle perdite economiche che esse producono. Es: La Cir controllava fino a pochi mesi fa il Gruppo GEDI che ha accumulato circa 150 millioni di perdita negli ultimi due anni fiscali.
Potrebbe trattarsi di un'unità produttiva a vitalità economica riflessa nei benefici privati del soggetto economico. Il suo mantenimento all'interno del gruppo si giustifica con la volontà del soggetto economico di estrarre, a scapito delle minoranze, i cosiddetti benefici privati del controllo. Un caso tipico è quello degli amenity potential, ossia i benefici privati estraibili da società che operano nel settore dello sport e dei media. Un esempio potrebbe essere il gruppo Caltagirone, che tramite la sub-holding Caltagirone Editore controlla diverse società editoriali e operanti nel settore dei media.
Il soggetto economico ha interesse a mantenerla in vita quando può estrarne benefici privati (unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico). La controllata non svolge una funzione di servizio per il gruppo ma svolge una funzione di servizio verso gli interessi personali del soggetto economico. Ciò accade spesso nel settore dei media e dello sport. Es. società sportiva in perdita tenuta in vita per una questione di tifoseria sportiva, oppure società editoriale che viene utilizzata per evitare la diffusione di informazioni negative sul soggetto economico (scandali). Maura Vitali.
Fanno parte delle "unità produttive a vitalità economica riflessa nei benefici privati del soggetto economico". Può capitare che si abbia il mantenimento di alcune economie nonostante i risultati negativi realizzati e la mancanza di complementarietà economica con le altre unità dell’aggregato, questo si giustifica con la volontà del soggetto economico di estrarre, a scapito delle minoranze, i c.d. "benefici privati" del controllo. Tali benefici si riferiscono alla possibilità di utilizzare le risorse aziendali per fini personali.I benefici estraibili da tali società (prestigio, immagine, consenso presso l’opinione pubblica, pressione sui decisori pubblici) sono normalmente maggiori rispetto a quelli che si possono conseguire attraverso il controllo di società operanti in altri settori. Per questo, la loro permanenza nell'economia del gruppo prevale sulle performance economiche raggiunte dalle medesime.
Si potrebbe comunque avere interesse a mantenerla in vita perchè magari è un'unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del soggetto economico, esempi sono le Amenity Potential, ovvero società che operano nel settore dello sport e dei media. Giulia Costantini
Vi è interesse a mantenere in vita una unità che è in perdita nonostante la perdita non si giustifichi con il fatto di aver portato valore al gruppo in quanto questa perdita si giustifica con dei ritorni economici che solo il soggetto economico controllante riesce ad ottenere; è quindi un'unità che non opera con economicità ma che sopravvive perchè sta consentendo a qualcuno di estrarne benefici privati, il nome di queste unità è : unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico. Parliamo delle società che appartengono ai media, all'editoria in quanto in Italia abbiamo il problema degli "editori impuri".
Siamo nel caso di unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico. unità in perdita e che non si giustificano per il fatto di aver portato valore al gruppo ma con dei ritorni per il singolo soggetto economico.
Molto probabilmente si tratta di un'unità produttiva a vitalità economica riflessa che generalmente opera nel settore dei media e dell'informazione in generale.Spesso queste unità non vengono dismesse per interesse del soggetto economico che ottiene vantaggi personali d'immagine e reputazione dalla loro attività.
Genera danni per i creditori sociali e gli stakeholder della controllata, ma anche a se stessa, perché attraverso l' attività di direzione e coordinamento volta a impoverire il patrimonio della controllata si perde l' autonomia patrimoniale perfetta, assumendosi cosi tutte le responsabilità, oltre il patrimonio conferito, verso i creditori sociali della controllata. Leonardo Canini
Alla risposta del mio collega Leonardo aggiungerei: vengono cagionati danni anche nei confronti della collettività, perché sarà lo stato a dover sostenere i lavoratori dipendenti della società controllata che si ritroveranno senza un lavoro.
In questo caso la holding genera danni alla società controllata e in particolare a tutti i suoi stakeholder compresi i dipendenti e i creditori sociali che hanno investito nella società non solo in termini di denaro, ma anche in termini di lavoro e know how. Tutto questo inoltre apporta un danno anche alla collettività in generale e alla holding stessa che, per condurre la controllata in uno stato di default, non è riuscita nel mentre a lavorare in modo efficace ed efficiente e pertanto dovrà assumersi tutte le responsabilità.
In primis per gli stakeholder della controllata in questione. Intorno a quella società, infatti, ruotavano gli interessi di quanti facevano esclusivo affidamento sulla consistenza patrimoniale o sui risultati reddituali della stessa per il soddisfacimento delle proprie aspettative. Il riferimento è ai creditori sociali e agli azionisti di minoranza, senza contare il fatto che altri soggetti, come magari fornitori, dipendevano dall’operato di quella società e potrebbero essere danneggiati dal default della stessa. Per quanto riguarda la holding, occorre fare alcune precisazioni. Innanzitutto, la holding molto probabilmente risponderà dei danni cagionati alla controllata, insieme agli amministratori della stessa, ai sensi del 2497 c.c., a meno che non sia in grado di dimostrare che la società non fosse soggetta ad attività di dichiarazione e coordinamento, evitando così che la responsabilità risalga a livello apicale. Infine, ne deriverebbero danni per la collettività in quanto l’aver condotto quella società allo stato di default ha determinato una distruzione di valore che non può non concretizzarsi in una mancata partecipazione del gruppo al bene comune.
Il danno è cagionato a: -minoranze azionarie, che non ottengono dividendi; -creditori sociali, che non hanno più un patrimonio su cui rivalersi; -dipendenti, per quanto riguarda salari e stipendi, soprattutto quelli con remunerazione ancorata alla redditività netta dell’impresa (es. stock options); -fornitori della controllata che non vengono più pagati; -Stato perché la società in perdita non paga le tasse (e indirettamente perché verranno licenziati i dipendenti). -collettività perché l'espropriazione ha condotto all'estrazione di benefici a vantaggio di pochi, con la conseguente distruzione del valore prodotto dalla controllata, a danno del bene comune. Se la Holding dirige e coordina la controllata la responsabilità e quindi il danno risalgono fino alla Holding, a meno che il danno non sia compensato da vantaggi di cui la controllata beneficia per l'appartenenza al gruppo (vantaggi compensativi). Maura Vitali
I danni generati dall'espropriazione della holding riguarderanno tutti i soci della società espropriata a causa del pregiudizio arrecato alla redditività e al valore della partecipazione sociale e i creditori sociali per la lesione dell'integrità del patrimonio.
Le figure soggette a danni di questo genere sono numerose. Possiamo sinteticamente dire che riteniamo avverso al danno qualunque soggetto che era in contatto con la società, come stakeholder, dipendenti, fornitori e altri. Ne risentirà anche lo stato data la perdita di fatturato della società e quindi la perdita di imposte fiscali. Potrebbero essere poi cagionati ulteriori danni in via indiretta, ad esempio ai figli dei dipendenti licenziati. Il danno potrebbe poi risalire alla holding come previsto dall'articolo 2497 c.c.
I danni sono generati nei confronti di tutti gli stakeholder e della controllata stessa, ma gli effetti legali vanno a ricadere anche sulla controllante perché dovrà rispondere della propria attività di direzione e coordinamento. Oltre a rispondere dei danni dal punto di vista patrimoniale la holding potrebbe accusare anche problematiche di tipo reputazionale che impatterebbero sulla capacità di trovare nuovi partner per i propri business (clienti, fornitori, ecc.).
9) Perché un soggetto economico dovrebbe arrivare ad espropriare la sua azienda fino a condurla allo stato di default danneggiando gli stakeholder e se stesso? è un comportamento razionale?
A me viene in mente che qualora non ci fossero più bisogni da soddisfare è inutile portarla avanti e parlare di organizzazione produttiva. L'azienda deve esser pronta a cambiare il suo "cosa" ed il suo "come" qualora questi non fossero più utili a soddisfare determinati bisogni.
Aggiungo alla risposta precedente : penso che per poter essere un comportamento razionale non si dovranno scaricare gli effetti delle proprie responsabilità sugli altri stakeholders (es. dipendenti), chiedendo magari loro di far sacrifici nell’interesse aziendale.
Un soggetto economico potrebbe arrivare ad espropriare la sua azienda per vari motivi che potrebbero essere più o meno razionali sulla base dell'effettiva situazione aziendale. Tale azione potrebbe essere giustificata dal fatto che c'è un fine ultimo o un progetto più vantaggioso, che apporti comunque un valore alla collettività.Tale comportamento può essere definito razionale ma soprattutto etico se poi il soggetto economico, a seguito della decisione, si assume tutte le responsabilità cercando anche il modo di sostenere tutti gli stakeholder, ma sopratutto i dipendenti.
Se, per esempio, gli utili vengono spostati verso una società che apparentemente non appartiene al gruppo ed è impossibile risalire al soggetto economico comune, questo non ne viene danneggiato, ma sono danneggiati solo i portatori di interessi. Questo è un comportamento razionale di massimizzazione della propria utilità personale (magari per utilizzare quelle somme per realizzare altri progetti, a danno di altri portatori di interessi, per esempio anche attraverso l'utilizzo della leva azionaria), ma illecito, oltre che non etico. Quando invece si adotta la logica della partecipazione al bene comune questo comportamento diventa anche irrazionale perché l’obiettivo del soggetto economico non è l’estrazione di benefici privati ma la creazione di valore per la collettività, valore che in questo modo viene distrutto. Maura Vitali
A mio avviso un soggetto economico rischia di portare la propria azienda in uno stato di default quando non viene perseguito l’Interesse Primario dell’impresa, ovvero il soddisfacimento dei bisogni e creazione di un valore sostenibile che permetta all’azienda di svilupparsi e sopravvivere nel lungo periodo. Al contrario, l’approccio della Shareholder Theory, la quale ha come fine la massimizzazione del profitto degli azionisti, genera un disallineamento con l’interesse aziendale, portando l’azionista di controllo a governare l’azienda per il suo tornaconto, inducendola allo stato di default danneggiando sia gli stakeholder che se stesso. In considerazione di ciò, ritengo che il comportamento del soggetto economico sia irrazionale. Anche l’approccio della Stakeholder Theory può essere criticato in quanto, indurrebbe a giustificare i comportamenti opportunistici dei manager o di chi controlla l’azienda al fine di soddisfare gli interessi di tutti gli stakeholder e non dell’azienda stessa, conducendola così ad uno stato di default. Infatti tale teoria vede l’azienda esclusivamente come strumento e non come un istituto con propri diritti e doveri. Concludendo, come inizialmente affermato, l’unico approccio razionale risulta essere quello dell’Interesse Primario.
Credo che sia un comportamento perfettamente razionale nel momento in cui il soggetto economico sia convinto, erroneamente, di essere il proprietario dell'azienda. Questa concezione sbagliata porta il soggetto economico a pensare di poter disporre dei beni dell'azienda come meglio crede proprio perché "sono di sua proprietà" portandolo ad avere una concezione prettamente utilitaristica anche di tutti gli stakeholder della società.
Dipende perché una società captive scambia all'interno del gruppo, però la Holding potrebbe dare la possibilità di scambiare nel mercato, magari riesce a trovare le condizione che le consentono di sopravvivere e svilupparsi diventando oggettivamente durevole perché crea queste condizioni. Se cosi fosse la Holding avrebbe convenienza ad aprirla effettivamente al mercato cosi da diversificare l' attività del gruppo. Leonardo Canini
si in quanto potrebbe essere oggettivamente durevole se la porto a scambiare sul mercato. Se la holding si accorge che la società sta andando particolarmente bene la deve aprire al mercato così da consentire al gruppo di diversificare la sua attività
Dipende. Per società captive si intende un'unità interna al Gruppo che opera esclusivamente al suo interno. All'interno del suo bilancio troveremmo solamente rapporti con parti correlate e, a volte, il loro unico stakeholder esterno è lo Stato. Tuttavia, la Holding può presentare la società al mercato, permettendole di maturare quelle condizioni e quelle skills che le garantirebbero di svilupparsi e sopravvivere al mercato. In tal caso, sarebbe giusto ed intelligente da parte della Holding aprire la società al mercato, perseguendo una diversificazione delle attività del Gruppo stesso.
Vorrei aggiungere alle risposte dei mie colleghi che le unità captive possono essere unità oggettivamente durevoli, ma tali unità sono per la maggior parte dei casi unità soggettivamente durevoli o a vitalità economica riflessa; poiché questo tipo di unità, se portate all'esterno del gruppo, difficilmente riusciranno a sopravvivere e a svilupparsi.
Una società captive è tale quando sia dal lato dell'input che dal lato dell'output si rivolge ad altre società del gruppo. Tuttavia, potrebbe essere oggettivamente durevole qualora si aprisse al mercato esterno. Il gruppo potrebbe decidere di effettuare tale apertura per diversificarsi.
Con il termine “unità oggettivamente durevoli” si intendono tutte quelle unità che possono sopravvivere anche se poste al di fuori del gruppo perché riescono a mantenere una condizione di equilibrio economico nel tempo. Questo può essere anche il caso delle unità captive che, pur scambiando beni o servizi solo con altre unità del gruppo, troverebbero, comunque, un mercato esterno dove acquisire i fattori della produzione e/o allocare i propri prodotti, in condizioni di economicità. E’ possibile, quindi, affermare che le unità captive possono essere oggettivamente durevoli.
Assolutamente si. Potrebbe trattarsi, infatti, di unità che, sebbene scambino beni o servizi solo con altre unità del gruppo, riuscirebbero a trovare un mercato esterno dove acquisire i fattori della produzione e/o allocare i propri prodotti, in condizioni di economicità.
Assolutamente sì. Un’unita che opera esclusivamente all’interno del Gruppo (acquista da altre unità e vende ad altre unità del Gruppo) può essere trasformata in una OUTERCAPTIVE e quindi offrire lo stesso servizio anche sul mercato, in uno stato di equilibrio economico a valere nel tempo che le consenta di essere oggettivamente durevole. Un esempio può essere rappresentato dalla Business Solution di Fiat, la quale ha permesso al Gruppo di diversificarsi entrando anche nel settore dei servizi.
Se la sua esistenza è legata unicamente all’appartenenza al gruppo e alla funzione di servizio che svolge verso la sua economicità, senza essere aperta al mercato, no. Può diventare oggettivamente durevole se si decide di aprirla al mercato e responsabilizzarla per il perseguimento del profitto e l’unità riesce ad essere in equilibrio economico, monetario, finanziario, di interessi (oltre che una delega decisionale almeno a livello competitivo necessaria per confrontarsi col mercato). A questo punto è oggettivamente durevole ossia economicamente autonoma solo se riesce a mantenere tali equilibri quando scollegata dall’economia del gruppo, ossia a prescindere dalle sinergie attivate con lo stesso. Es. Business Solutions Maura Vitali.
Si, qualora quest'ultima riuscisse a sopravvivere anche al di fuori del gruppo, trovando un mercato da cui acquisire i fattori produttivi e allocare i beni e servizi prodotti. Giulia Di Silvestre
Si, potrebbero trovare comunque, un mercato esterno dove acquisire i fattori della produzione e/o allocare i propri prodotti, in condizioni di economicità.
Il fatto di definirla come una società captive mi fa capire che è una società che opera solo all'interno del gruppo, possiamo affermare che questa società sia oggettivamente durevole solo nel caso in cui portandola a scambiare sul mercato, aprendola al mercato si trovino le condizioni che le consentono di svilupparsi.
Dipende, definendo una società captive intendiamo che questa scambia all’interno del gruppo. Potrebbe essere anche oggettivamente durevole in quanto se se portata a scambiare sul mercato si potrebbe verificare una condizione che gli consenta di svilupparsi. Una holding che si accorge di questa possibile potenzialità deve aprirla al mercato cosi da consentire al gruppo di diversificare la sua attività.
Può esserlo assolutamente se svolge il proprio compito in modo molto profittevole peril gruppo a tal punto che la controllante potrebbe decidere, per farla operare al massimo delle potenzialità, di lanciarla anche sul mercato e farla competere direttamente con le altre società nel settore di riferimento.
11) Nella slide 354, il gruppo Geox vuole diffondere una cultura della responsabilità sociale nelle varie controllate commerciali, quali sono gli strumenti che può mettere in campo?
Si può procedere con una formazione iniziale di manager della holding per poi formare a loro volta i vari responsabili delle controllate. Altrimenti per ogni macro-area si potrebbero stringere delle partnership con università e business school così da ricevere una formazione per il personale in cambio di tirocini curricolari offerti agli studenti. Enrico Clementi
-Redazione di un codice etico -Attraverso corsi di formazione principalmente nei confronti dei top manager che attraverso vari strumenti potrebbero diffondere all'interno delle varie controllate la cultura si responsabilità sociale - formando i nuovi entrati all'interno delle società focalizzando l'attenzione anche su quest'aspetto - sponsorizzando il più possibile tale aspetto tramite i vari canali a disposizione (inserendolo all'interno di pubblicità, siti internet ecc) - se risulta essere un elemento di forza per l'azienda si potrebbe pensare anche di modificare la mission aziendale
Un primo strumento da poter utilizzare è rappresentato dalla mission, la quale incorpora non solo l’orientamento strategico di fondo ma anche l’etica e la responsabilità sociale dell’impresa. A tal proposito, per l’intero reparto commerciale, potrebbe essere creata una mission specifica che contenga i valori fondamentali che tali società debbano rispettare in ambito di CSR, ad esempio il rispetto dei dipendenti, dei clienti e dei fornitori. Un altro importante strumento viene individuato nel bilancio sociale che ogni società deve redigere al fine di una valutazione da parte della Holding su quello che è stato l’impatto sociale avvenuto all’interno delle società commerciali del Gruppo. Infine potrebbero essere proposti una serie di incentivi monetari e non ai manager di tali società, con l’obiettivo di favorire la diffusione della responsabilità sociale nello svolgimento quotidiano delle attività commerciali. È importante però che tali incentivi vengano accompagnati da un’attiva di monitoraggio da parte degli organi di supervisione al fine di evitare comportamenti opportunistici, ad esempio nel caso in cui i responsabili di una società commerciale, al fine di ottenere bonus, intraprendano attività di beneficienza non giustificate.
Geox dovrebbe integrare le preoccupazioni sociali ed ecologiche all'interno delle operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate, uno degli strumenti che può utilizzare è la CSR.
Geox dovrebbe integrare con delle "green practices" nelle società commerciali; ad esempio, potrebbe elaborare dei criteri di selezione dei propri fornitori (certificazioni, trasparenza e proattività) che garantiscano l'adozione di una cultura organizzativa socialmente responsabile. Al tempo stesso concordo con i miei colleghi che dovrebbe adottare un codice etico ed inserire implicazioni di csr nella visione strategica del Gruppo.
OSF, mission e vision orientanti alla CSR; un codice etico, dove sono espressi valori e principi aziendali coerenti con la CSR; un codice di condotta e un bilancio sociale attraverso cui regolare il comportamento dell’azienda nei confronti de vari portatori di interessi e rendere trasparente l’adozione della CSR (es. adozione di una catena del valore socialmente responsabile con la selezione fornitori etici, certificazioni green); uno stile di leadership partecipativo e corsi di formazione al management e ai dipendenti per infondere la cultura della CSR a tutti i livelli. Le pratiche di CSR per le controllate commerciali di Geox potrebbero consistere nell'utilizzo di packaging biodegradabili dei prodotti, misure relative al contenimento dei consumi energetici nei punti vendita anche con il passaggio a fonti rinnovabili, organizzazione di eventi promozionali durante i quali adottare pratiche green per diffondere la cultura del CSR anche ai clienti. Maura Vitali
1) Ipotizziamo che un’azienda italiana acquisisca un’azienda americana che opera nel suo stesso settore (es. automobili). Quali possono essere le differenze per quanto concerne la tendenza verso l’economicità aziendale?
RispondiEliminaIn tale ipotesi si può notare innanzitutto una strategia di crescita improntata sull'internazionalizzazione. Tale strategia può impattare sull'economicità del gruppo facendone derivare delle differenze in quanto se si raggiona secondo la prima accezione di economicità, quindi in termini di efficacia ed efficienza, ci potrebbe essere la tendenza da parte dell'azienda americana di non rispettare gli obiettivi aziendali. Ciò potrebbe accadere non tanto in termini di efficacia, quindi nel fare le cose giuste, piuttosto ciò che potrebbe causare delle differenze e quindi causare delle inefficienze operative è il modo di fare le cose, intaccando così gli obiettivi qualitativi e vincenti del gruppo. E' pur vero che nel momento in cui il gruppo va ad effettuare una strategia di internazionalizzazione dovrebbe aver già considerato dei rischi simili, i quali sono semplicemente frutto dell'operare in un mercato diverso, caratterizzato da una domanda diversa. Per questo accade spesso che in simili situazioni venga lasciata un autonomia almeno a livello competitivo, proprio per poter competere su un determinato territorio, adattando la propria offerta rispetto al contesto in cui si opera. In questo caso si deve comunque puntare all'economicità del gruppo, l'azienda americana dovrà quindi avere un attitudine volta alla remunerazione di tutti i fattori produttivi così da mantenerli avvinti alla propria economia, orientadola comunque verso l'interesse primario del gruppo. A questo punto se viene rispettato il concetto di economicità si può pensare che il gruppo possa sopravvivere nel tempo, c'è quindi un effetto sistema positivo e qundi un equilibrio economico.
EliminaUn problema che potrebbe presentarsi per l'azienda americana è quello di non operare in precedenza con economicità, condizione necessaria per la creazione di valore. Tale problematica potrebbe dipendere dalla propria cultura organizzativa e dal suo modus operandi non orientato quindi verso la teoria dell'interesse primario delle imprese volta alla soddisfazione dei bisogni e alla creazione di profitto sostenibile. Dunque, l'azienda americana potrebbe aver difficoltà nell'inserirsi in un contesto aziendale con un simile orientamento, dove l'equilibrio economico di breve periodo potrebbe essere sacrificabile in vista di un'ottica di lungo periodo, creando nel tempo un flusso dei ricavi maggiore al flusso dei costi in modo da soddisfare le attese non solo degli azionisti ma anche dell'azienda, dei vari portatori di interesse e dei non stakeholders.
EliminaLa differenza sull'economicità potrebbe derivare dai diversi fini e obiettivi vincenti che le due aziende decidono di porre in essere per perseguire il fine. Ad esempio, l'azienda americana potrebbe avere come unico scopo la massimizzazione del profitto e quindi non investire in ReS. Al contrario, l'azienda italiana potrebbe avere come fine quello di essere all'avanguardia sul design e quindi avere come obiettivo vincente quello di investire in ReS.
EliminaQuando analizziamo l’economicità di un’azienda, facciamo riferimento a due caratteristiche fondamentali: l’efficacia strategica e l’efficienza operativa. La prima riguarda la capacità di selezionare obiettivi vincenti con una visione di lungo periodo, mentre la seconda significa raggiungere tali obiettivi minimizzando lo spreco di risorse.
EliminaPrendendo l’esempio della acquisizione FIAT- CHRYSLER, possiamo dire che l’impresa automobilistica italiana Fiat possedeva ottimi motori e un design made in Italy all’avanguardia, ma nonostante ciò si trovava ad affrontare le ripercussioni della crisi economico-finanziaria mondiale del 2008. Invece Chrysler, era un’azienda ormai in mano a fondi avvoltoi, priva di strategie e vicina al fallimento. Quindi possiamo dire che questa operazione di acquisizione è servita ad entrambe in quanto, Fiat è riuscita a sopravvivere alla crisi espandendo il suo marchio oltre oceano, mentre Chrysler è stata in grado di risollevarsi dal fallimento, evitando così il licenziamento di più di 50 mila dipendenti. Concludendo, tale acquisizione ha permesso di creare e di raggiungere obiettivi vincenti in ottica di lungo periodo per entrambe le società, eliminando le inefficienze che presentavano fino a quel momento, partecipando inoltre al bene comune della collettività.
La motivazione potrebbe risiedere nella diversa impostazione circa l'economicità aziendale, dove l'azienda americana potrebbe essere più improntata al breve periodo ed alla massimizzazione del profitto (shareholder theory) mentre quella italiana è maggiormente incentrata al lungo periodo (quindi ad investimenti in R&S che nel breve potrebbe generare perdite). Un'altra considerazione da fare, quando si effettuano tali operazioni, risiede nell'analizzare le differenti matrici culturali e le differenti tradizioni che alcune volte portano a delle divergenze che rendono inefficace tale processo. Ciò avviene più frequentemente nelle fusioni però è comunque un fattore da tenere anche in questo caso in considerazione per effettuare un'analisi più completa.
EliminaDipende dall’accezione di economicità utilizzata:
Elimina1) Se economicità significa operare con efficienza strategica ed efficacia operativa, le differenze nell’efficienza strategica derivano dalle differenze dei mercati in cui le due aziende operano (italiano e americano) e quindi nella diversa capacità di raggiungere obiettivi vincenti diversi a seconda del contesto locale. Le differenze nell’efficacia operativa derivano dalla cultura dei due paesi, che influenza la cultura aziendale e porta a differenze sul diverso modo di intendere determinati concetti ed eseguire operazioni, quindi nel diverso modo di realizzare combinazioni produttive ottimali che minimizzino l’utilizzo di risorse massimizzando il valore creato.
2) Se l’economicità è l’attitudine dell’azienda ad offrire permanentemente adeguata remunerazione a tutti i fattori produttivi, per tenerli avvinti alla propria economia, le differenze potrebbero fare riferimento a quali fattori produttivi vengono ritenuti importanti. L’azienda americana potrebbe essere orientata alla massimizzazione di profitto per l’azionista quindi opererebbe comunque con economicità pur non effettuando investimenti in R&S e formazione, perché l’orientamento è al profitto di breve periodo mentre quelli sono investimenti che generano valore sul lungo periodo. L’azienda italiana potrebbe essere orientata all’interesse primario aziendale, tenendo conto dell’azienda in primis e poi di tutti gli altri portatori di interessi, quindi operare con economicità significherebbe effettuare tali investimenti perché l’orientamento sarebbe al lungo periodo.
3) Se l’economicità è invece in funzione del gruppo, l’azienda americana potrebbe essere stata acquisita per svolgere una funzione di servizio nei confronti del gruppo, quindi potrebbe anche non operare con economicità se tolta dal contesto di gruppo. La sua economicità dipenderebbe dalle sinergie attivate con altre unità del gruppo e il valore da questa creato si leggerebbe a livello di gruppo e non di singola realtà operativa.
Maura Vitali
A mio parere tale acquisizione si può rilevare vincente per sfruttare e trasferire know-how tra le differenti unità produttive del gruppo. Questo inciderebbe sia sull'efficacia strategica che sull'efficienza operativa di alcune o magari di tutte le altre unità del gruppo. Si avrebbe accesso a diverse tecniche produttive, migliorerebbe ad esempio il design degli interni e così via. Tutto ciò grazie alla conoscenza apportata dall'unità acquisita oppure apportata dalle altre unità a favore dell'unità acquisita, favorendo una ancor più ampia creazione di valore.
EliminaEnrico Clementi
potrebbe dipende in grosso modo da quella che é la coltura aziendale, l'economicità di un'azienda americana potrebbe tendere più verso un impostazione di tipo fordista puntando più verso un aumento della produzione a scapito di altri elementi come human resource, design, valorizzazione di prodotti di nicchia piuttosto che alla grossa distribuzione
EliminaPotrebbe dipende in grosso modo da quella che é la coltura aziendale, l'economicità di un'azienda americana potrebbe tendere più verso un impostazione di tipo fordista puntando più verso un aumento della produzione a scapito di altri elementi come human resource, design, valorizzazione di prodotti di nicchia piuttosto che alla grossa distribuzione
EliminaAngelo Borzumati.
Gli effetti sull'economicità attraverso tale strategia di internazionalizzazione potrebbero essere negativi in quanto diversi potrebbero essere i fini e i modi attraverso il quale le due aziende perseguono gli obbiettivi. Sarà necessario quindi valutare prima i processi interni e trovare le sinergie che possono accomunare e rafforzare le due imprese.
EliminaStefano Rosati
L'economicità si articola nell'efficacia strategica e nell'efficienza operativa, quindi nella capacità di selezionare obiettivi vincenti in ottica di lungo periodo e di raggiungerli minimizzando l'utilizzo di risorse impiegate. La volontà di una società italiana di internazionalizzarsi con l'acquisto di una società americana del suo stesso settore di appartenenza può essere dettata dalla volontà di migliorare queste due caratteristiche ritenendo l'acquisto della società americana strategico per migliorare la propria economicità. Ovviamente sarà necessario ponderare l'acquisti in un'ottica di costo-beneficio cercando di capire se l'acquisto di tale società influisca positivamente sull'interesse primario e andando a definire le modalità di integrazione adeguate a far si che non si verifichino casi di comportamenti opportunistici o conflitti di varia natura fra le due società.
Elimina2) Nella slide 335, perché la holding potrebbe avere interesse a detenere una partecipazione indiretta del 10% attraverso la controllata G?
RispondiEliminauno dei motivi potrebbe essere il favorire il trasferimento del know how, l'interesse è quello di incrementare le performance economiche e perciò ho interesse ad aprire il mio azionariato
EliminaSi potrebbe avere interesse poiché si verrebbe a dar vita ad una partecipazione di collegamento che serve a sviluppare le relazioni tra G e D, incentivando gli operatori di G a trasferire know-how a D, cosi da incrementare l’utile di D ed apportare benefici economici alla controllante.
EliminaL' interesse della holding è quello di trasferire know how e di favorire le relazioni tra le due controllate, più precisamente è G che trasferirà know how a D perché possiede il 10%.
EliminaLeonardo Canini
Secondo me, la holding ha attivato una partecipazione di collegamento intragruppo di G in D per mitigare l'eventuale comportamento opportunistico del Management di G, che al posto di fare l'interesse del gruppo, potrebbe fare i propri interessi (secondo la teoria dell'agenzia, i comportamenti opportunistici non possono essere eliminati del tutto ma solo attenuati attraverso un sistema di monitoraggio ed incentivi per i manager come stock options o bonus salariali agganciati ai risultati economici). In questo modo G è incentivato a trasferire know-how per collaborare con D dato che il buon andamento di quest'ultima può avere un duplice effetto postivo su G: 1) la rivalutazione della partecipazione posseduta in D e 2) l'aumento dei dividendi a cui ha diritto con il 10% dei cash flow rights. Tutto ciò porta benefici anche alla holding vista la rivalutazione della partecipazione diretta in D (45%) ed ai cash flow rights, pari al 9% (90% x 10%), su D attraverso G.
EliminaIn questo caso si potrebbe pensare ad un'alleanza strategica infragruppo posta in essere per trasferire know how dalla società G alla società D, andando ad incrementare i suoi utili e arrecando un beneficio al gruppo nel suo insieme grazie all'effetto sistema.
EliminaTale partecipazione indiretta rappresenta una partecipazione di collegamento volta ad implementare le relazioni tra le due società, favorendo anche un trasferimento di know-how da G a D incrementando l'utile di quest'ultima.
EliminaLa partecipazione del 10% di G in D è una partecipazione di collegamento voluta dalla Holding con lo scopo di far sviluppare delle relazioni tra le due società del gruppo, ma incentivare soprattutto la società G a trasferire il suo Know How in modo da creare sinergie di gruppo.
EliminaLa Holding potrebbe avere diverse tipologie di interessi nel detenere questa partecipazione indiretta del 10%. Ipotizziamo che sia un gruppo automobilistico, dove la società G rappresenta il concessionario e la società D una finanziaria del Gruppo. Questa struttura partecipativa ci induce a pensare che la Holding abbia conferito una DELEGA DECISIONALE in G, e che la partecipazione indiretta del 10% serva ad incentivare l’AD a dirottare i clienti nella sottoscrizione di un contratto di finanziamento con la società D, in quanto se D registra un profitto ne beneficerà anche G e quindi il Gruppo nel suo insieme. Inoltre in linea generale possiamo affermare che tale tipo di struttura serva ad incentivare rapporti di collaborazione tra le società del gruppo favorendo il rapido trasferimento di Know How tra esse, ed evitare problemi di AGENZIA, ovvero che la controllata faccia il suo esclusivo interesse venendo a mancare la visione sistemica.
EliminaInnanzitutto, tale partecipazione potrebbe servire a favorire un rapporto di collaborazione tra le due società, incentivando la società G a trasferire il proprio know-how a D. In questo modo G potrebbe ottenere due benefici importanti, ossia un incremento dei dividendi e l’aumento del valore della partecipazione, dato che con il trasferimento di know-how, la società G può contribuire al miglioramento delle performance della società D. Allo stesso tempo, una simile struttura delle partecipazioni potrebbe segnalare il tentativo dell’azionista di controllo di risolvere il problema di agenzia, scongiurando il pericolo di comportamenti opportunistici da parte dei manager della società G. Supponendo che la società D offra servizi ai clienti della società G, potremmo supporre che la partecipazione indiretta del 10% serva ad incentivare i manager della società G ad indurre i clienti a rivolgersi alla società D, piuttosto che ad economie esterne al gruppo. La società G sarebbe portata a farlo perché dal miglioramento delle performance della società D otterrebbe i benefici economici spiegati in precedenza. Infine, strumenti di incentivazione come le stock option potrebbero essere particolarmente efficaci nel limitare i comportamenti opportunistici del management.
EliminaUna delle motivazioni che potrebbe indurre la holding a detenere una partecipazione indiretta del 10% in D tramite la controllata G consiste nel favorire lo sviluppo di relazioni tra le due società, sfruttando le sinergie che si possono creare in termini di trasferimento di know-how e contribuendo inoltre all'incremento dell'utile conseguibile nella società D.
EliminaGiulia Di Silvestre
Si tratta di una partecipazione di collegamento da G a D, attraverso cui la Holding sviluppa relazioni tra le società, favorisce il trasferimento di know how e l’incremento della capacità di generare valore delle società controllate e quindi delle loro performance, quindi incremento dei dividendi, quindi rivalutazione delle partecipazioni possedute dalla Holding in G e D. Questo potrebbe essere anche un modo per evitare il problema di agenzia e il comportamento opportunistico del management di G. Es. FIAT. G è il rivenditore auto, D è la società finanziaria. Con la partecipazione di collegamento i manager di G sono più incentivati a indirizzare i clienti verso la finanziaria di gruppo, anziché a società esterne al gruppo, perché così la società finanziaria migliora la sua performance e sia G che la Holding ne traggono indirettamente beneficio.
EliminaMaura Vitali
Con tale partecipazione gli amministratori di G sarebbero incentivati innanzitutto a contribuire ad una sana e corretta gestione di D ma anche a trasferirvi conoscenza acquisita. Così si assisterebbe più facilmente a un miglioramento dei risultati di D (con l'aumento del profitto) a vantaggio in primo luogo degli stessi amministratori di G, degli stake-holder e del soggetto economico.
EliminaEnrico Clementi
Il motivo potrebbe essere lo sfruttamento di sinergie fra G e D, nonché il trasferimento di know-how e capitale umano, al fine di migliorare ed incrementare il risultato d'esercizio di D.
Eliminala holding potrebbe avere interesse a detenere una partecipazione indiretta del 10% attraverso la controllata G al fine di sviluppare una collaborazione con la stessa e dare origine a un trasferimento di know-how.
EliminaGiulia Costantini
La controllata D è dipendente perché appartiene ad un gruppo ed è controllata da H. Il soggetto economico di D è Caio perché ha il 55%. Nel gruppo c’è G, un’altra controllata, che ha il 10% di D. Perchè la società G detiene il 10% di D? Questa è una partecipazione di collegamento, secondo quanto disposto dalla H, che serve a sviluppare le relazioni tra G e D, e incentivare chi sta in G a trasferire know how da G a D, cosi si incrementa l’utile di D e questo comporta benefici economici alla società collegata.
EliminaL' interesse che H avrebbe nel a detenere una partecipazione indiretta del 10% attraverso la controllata G risiede nella possibilità di trasmettere know how.
EliminaPossiamo considerare questa partecipazione del 10% come una partecipazione do collegamento, finalizzata a sviluppare le relazioni tra la società G e la società D in particolare per incentivare il trasferimento del know how da G a D. Questo porterà ad un aumento dell'utile della società D e ciò non può che produrre benefici in termini economici alla società collegata.
EliminaLa partecipazione della società G in D è definibile come una partecipazione di collegamento, utile a favorire le relazioni tra le due società incentivando così lo scambio di know how tra le due. In tale modo l'utile della società D subirà un probabile incremento e di conseguenza questo porterà risultati alla holding. Tuttavia è possibile fare un ulteriore e importante riflessione:
EliminaEliminando la partecipazione di collegamento tra G e D, a holding possiede direttamente il 45% di D, costituendo quindi un controllo di fatto. Tuttavia la holding ha una partecipazione in G del 90% e G ha una partecipazione in D del 10%, possiamo quindi dire che la holding ha una partecipazione indiretta in D (tramite G) del 9%. Alla luce di quanto detto quindi possiamo dire che la holding controlla D con il 54% e quindi possiamo parlare di controllo di diritto.
Il motivo potrebbe essere quello di indurre la società G a trasferire parte del proprio Know how e delle proprie informazioni sensibili dal punto di vista competitivo. Questo accadrebbe perché la società G avendo la partecipazione del 10% nella controllata D ha interesse affinché questa operi in modo virtuoso perché in tal modo G ne guadagnerebbe in termini di dividendi derivanti dall'ottima attività svolta da D.
Elimina3) Nella slide 339, chi possono riguardare i crediti commerciali verso parti correlate, ipotizzando che Lottomatica sia inserita nel gruppo De Agostini (slide 47)?
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Eliminariguardano i rapporti commerciali tra holding e controllate in cui posso trovare anche l'azionista di maggioranza e le società da esso controllate. Bisognerebbe analizzare la nota integrativa.
EliminaIl bilancio civilistico prevede la distinzione dei rapporti con la controllante, con le controllate , con collegate e con altre società controllate dalla controllante. Nello caso di Lottomatica rappresentato nella slide, le parti correlate vengono rappresentate ma, nello specifico, non c’è dettaglio circa il fatto che le parti correlate siano società controllante o società collegate. Pertanto, dovrà essere necessario vedere la nota integrativa.
EliminaI crediti commerciali verso parti correlate derivano dagli atti di scambio avvenuti con Toro Assicurazioni e De Agostini
EliminaNella slide 339 viene rappresentato lo SP del Bilancio Consolidato secondo i principi IAS/IFRS dove per parti correlate ci si riferisce alle parti correlate infragruppo ed a quelle esterne al gruppo. Quindi, nell'ipotesi che Lottomatica sia inserita nel Gruppo De agostini, tali crediti commerciali possono riguardare degli scambi tra Lottomatica e O1, O2, O3, Toro assicurazioni, O4, O5,O6, De Agostini, componenti della famiglia Boroli-Drago (esterni al gruppo)
Elimina*intendevo dire lo SP del bilancio separato
EliminaA differenza del bilancio IAS/IFRS dove per un maggior dettaglio degli scambi con le parti correlati occore far riferimento alla nota integrativa, in questo caso avendo di fronte un bilancio civilistico si possono notare nello stato patrimoniale tutti i rapporti con la controllante, le controllate e le collegate. Nel bilancio civilistico i rapporti con le parti correlate si riferiscono quindi solo al gruppo. In questo caso, Lottamatica facendo parte del gruppo De agostini, saranno rappresentati gli scambi avvenuti tra queste due e le società controllate da Lottomatica stessa.
EliminaNel bilancio civilistico gli scambi con parti correlate non fanno riferimento solo ai rapporti di gruppo, ma anche all'azionista di maggioranza. Dunque, possono riguardare anche scambi con parti esterne al gruppo correlate alla società. Nel caso specifico, i crediti commerciali verso parti correlate possono riguardare anche gli scambi con Toro Assicurazioni, facente parte di un gruppo più ampio a cui Lottomatica stessa appartiene.
EliminaLa definizione di parti correlate la troviamo all’interno dello IAS24 il quale richiede alle società che applicano i principi contabili internazionali, separata evidenza in bilancio di questi rapporti. In Italia inoltre, le società quotate oltre a rappresentare tali rapporti nella nota integrativa, devono presentarli anche negli schemi di bilancio. Per parti correlate, nel caso di Lottomatica SpA intendiamo sia le operazioni infragruppo (con le controllate di Lottomatica SpA), sia quelle esterne al gruppo Lottomatica ma interne al gruppo più ampio De Agostini (operazioni con le società di Toro Assicurazioni e De Agostini).
EliminaAlla slide 339 troviamo il bilancio della Lottomatica Spa, redatto secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS. Mentre nel bilancio civilistico troviamo indicazione distinta dei rapporti con la controllante, le controllate, le collegate, nonché verso altre controllate dalle controllanti, in questo caso, al fine di avere maggiori indicazioni, bisognerebbe leggere il dettaglio della nota integrativa. Tuttavia, facendo riferimento alla definizione di parti correlate fornita dallo IAS 24, possiamo affermare che i crediti commerciali della slide 339 potrebbero fare riferimento non solo a rapporti con parti correlate di gruppo ma anche esterne al gruppo (le quali appunto rientrano nella definizione di parti correlate dello IAS 24).
EliminaIl bilancio presentato nella slide è il bilancio separato di Lottomatica S.p.A pertanto i crediti commerciali possono riguardare parti correlate interne al gruppo lottomatica (scambi tra lottomatica e le sue controllate) ma anche al gruppo più grande di riferimento, quindi scambi tra lottomatica e deagostini, lottomatica e Toro, lottomatica e altre società controllate da Toro e scambi tra lottomatica e le famiglie Boroli-Drago o tra lottomatica e parenti delle famiglie Boroli-Drago, dato che nei rapporti con parti correlate vengono inclusi anche quelli con persone fisiche e società da loro controllate (soggetto economico, figlio o moglie del soggetto economico) esterne al gruppo e legate al gruppo da rapporti di parentela.
EliminaMaura Vitali
Essendo Lottomatica SpA al vertice del gruppo Lottomatica e ipotizzando che tale bilancio sia un bilancio separato di Lottomatica redatto secondo gli schemi del CC, i crediti verso parti correlate sono crediti che tale società vanta nei confronti di altre società appartenenti al gruppo (es. vendita di servizi la cui manifestazione finanziaria avverrà nell'esercizio successivo).
EliminaEnrico Clementi
I crediti commerciali verso parti correlate , nel caso in esame, possono riguardare i rapporti che Lottomatica ha con Toro Assicurazione, con De Agostini e con altre parti correlate esterne al gruppo (terze economie) in quanto il bilancio che viene preso come punto di riferimento è il bilancio separato di Lottomatica. Al suo interno vengono infatti rappresentati i rapporti con le parti correlate dove per parti correlate si fa riferimento sia a società che fanno parte del gruppo che a società esterne al gruppo.
EliminaGiulia Di Silvestre
Ipotizzando che Lottomatica sia inserita nel gruppo De Agostini, i crediti commerciali verso parti correlate saranno rappresentati dagli scambi con Toro Assicurazioni ed anche con De Agostini (parti correlate esterne), nonchè tra le controllate di Lottomatica (parti correlate interne).
EliminaGiulia Costantini
Il bilancio civilistico, rispetto a questo qui sotto che è IAS, prevede la distinzione dei rapporti con la controllante, con le controllate, con collegate e con altre società controllate dalla controllante. Facendo riferimento al bilancio della società Lottomatica, nello stato patrimoniale qui di sotto (IAS) le parti correlate vengono rappresentate, ma nello specifico non c’è dettaglio circa il fatto che le parti correlate siano società controllante, società collegate e questo me lo dice la nota integrativa. C’è differenza tra parti correlate e parti infragruppo. Le parti correlate sono sicuramente parti infragruppo, ma le parti correlate fanno riferimento a scambi con soggetti non appartenenti al gruppo, ma che sono comunque correlate alla società.
EliminaI crediti commerciali verso parti correlate, ipotizzando che Lottomatica sia inserita nel gruppo De Agostini saranno rappresentati dagli scambi con Toro Assicurazioni e con De Agostini (correlate esterne). Inoltre anche con le controllate della stessa Lottomatica (correlate interne).
EliminaNella riclassificazione presente nella slide 339 la voce "crediti commerciali" con parti correlate potrebbero riguardare i rapporti con la controllante o con le controllate perchè non viene specificato e perciò avrò la necessità di andare a guardare la nota integrativa. Nel bilancio civilistico, invece, è presente la distinzione dei rapporti con la controllante, con le controllate o con le collegate direttamente negli schemi. Negli schemi del codice civile le parti correlate sono quelle che fanno riferimento ai rapporti di gruppo ma generalmente invece se parlo di parti correlate potrei fare riferimento anche a scambi esterni al gruppo ma in qualche modo correlati alla società andando ad analizzare la natura del rapporto di correlazione.
EliminaNon essendo quello di Lottomatica S.p.A. un bilancio civilistico, ma IAS/IFRS, non è possibile evincere direttamente dal bilancio a chi siano esattamente attribuite le varie voci. E' possibile evincere unicamente in che parte la voce "Crediti commerciali" sia dipendente dalle parti correlate, ovvero quelle figure che fanno riferimento ai rapporti di gruppo: controllate, controllanti, collegate e altre. Sarà quindi necessario consultare la nota integrativa.
EliminaEssendo Lottomatica S.p.A. una sub-holding, i "crediti commerciali verso parti correlate" possono riguardare società appartenenti al gruppo da essa controllato, oppure al gruppo più grande di cui fa parte e quindi alle società De Agostini, Toro e alle loro controllate e collegate. Le parti correlate possono essere anche persone fisiche legate da vincoli di parentela al gruppo. Per informazioni più dettagliate si dovrà ricorrere alla nota integrativa.
EliminaI crediti commerciali potrebbero riguardare prestazioni sostenute nei confronti della holding controllante, delle controllate o delle collegate secondo quanto previsto dalla normativa, dunque per avere informazioni più attendibili e precise bisognerebbe leggere la nota integrativa.
Elimina4) Nel bilancio consolidato di Lottomatica, si possono trovare crediti commerciali verso parti correlate?
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
Eliminase questi crediti commerciali dovessero riguardare rapporti con parti correlate esterne al gruppo si, altirmenti no perchè gli scambi intragruppo nel bilancio consolidato vengono eliminati .
EliminaSì, qualora fossero degli scambi avvenuti con delle imprese collegate, imprese correlate, persone fisiche correlate, imprese controllate dal SE ma non facenti parte del gruppo quindi solo con delle parti correlate esterne al gruppo.
EliminaPrendendo in considerazione l'ipotesi effettuata nella domanda precedente la risposta è si. In questo caso gli scambi con parti correlate fanno riferimento agli scambi con parti esterne al gruppo, come ad esempio Toro.
EliminaNel bilancio consolidato di Lottomatica, i crediti commerciali verso parti correlate riguardano esclusivamente le parti correlate esterne, ovvero Toro e De Agostini, in quanto le operazioni interne al gruppo vengono rettificate.
EliminaTrattandosi di un bilancio consolidato, o meglio, di un sub-consolidato, i rapporti intragruppo vengono elisi. Ciò significa che alla voce crediti commerciali verso parti correlate non troveremo i crediti che Lottomatica vanta nei confronti delle società che appartengono al sub-gruppo di cui è a capo, ma troveremo i crediti che vanta nei confronti delle società facenti parte del più ampio gruppo di appartenenza (De Agostini, Toro, etc.), quindi parti correlate esterne al gruppo.
EliminaNel bilancio consolidato di Lottomatica i crediti commerciali verso parti correlate possono riguardare scambi tra lottomatica e deagostini, lottomatica e toro, lottomatica e altre società controllate da Toro, lottomatica e famiglie Boroli-Drago e loro parenti, tranne gli scambi tra lottomatica e le sue controllate, perché nel consolidato vengono elisi.
EliminaMaura Vitali
Dipende. Normalmente, ciò che viene fatto tra le società del gruppo non è rilevante ai fini del bilancio consolidato. Questo però non è sempre vero nel momento in cui vado a considerare i rapporti con il mercato esterno (esempio: Lottomatica li ha con De Agostini e Toro Assicurazioni).
EliminaTroveremo i crediti commerciali verso parti collegate ESTERNE al sub-gruppo di cui Lottomatica è a capo (per cui verso De Agostini, Toro Assicurazioni etc.), poiché le operazioni infragruppo non vengono contabilizzate.
EliminaNel Bilancio consolidato di Lottomatica verranno rappresentati solo i rapporti con parti correlate esterne al gruppo, ad esempio con Toro o con De agostini.
EliminaGiulia Di Silvestre
Si, ma solamente se si considerano parti correlate esterne al gruppo (quindi ad esempio Toro Assicurazioni o anche DeAgostini) dato che nel bilanci consolidato vengono elisi gli scambi infragruppo.
EliminaGiulia Costantini
No, gli scambi intragruppo nel bilancio consolidato vengono eliminati mentre verranno riportati solo quelli con parti correlate esterne al gruppo.
EliminaE' possibile trovare crediti commerciali nei confronti di parti correlate nel bilancio consolidato se si fa riferimento a rapporti con quelle parti correlate esterne al gruppo. Perché tutto ciò che viene realizzato tra società del gruppo e, analogamente, anche gli eventuali scambi/accordi tra filiali della stessa società non sono rilevanti ai fini e non consentono la redazione del bilancio consolidato.
EliminaE' possibile trovare crediti commerciali nei confronti di parti correlate nel bilancio consolidato se si fa riferimento a rapporti con quelle parti correlate esterne al gruppo. Perché tutto ciò che viene realizzato tra società del gruppo e, analogamente, anche gli eventuali scambi/accordi tra filiali della stessa società non sono rilevanti ai fini e non consentono la redazione del bilancio consolidato.
EliminaProblema pubblicazione nome sul commento precedente
Nel bilancio consolidato devono essere eliminati tutti i rapporti intra gruppo, perciò nel bilancio consolidato di Lottomatica verrano eliminati i crediti commerciali tra quest'ultima e le sue controllate in quanto i rapporti tra Lottomatica e le sue controllate non sono rilevanti per il bilancio consolidato. Ma in questo caso i crediti commerciali che trovo nel bilancio consolidato di Lottomatica verso parti correlate faranno riferimento ai rapporti tra il gruppo Lottomatica e le controparti esterne al gruppo in cui possono essere compresi i crediti commerciali ad esempio con Toro assicurazioni, in quanto questa non rientra nel gruppo Lottomatica. Soltanto nel bilancio consolidato di De Agostini verranno eliminati i rapporti con Lottomatica e Toro assicurazioni in quanto rientrano nel gruppo.
EliminaAssolutamente SI. Nel bilancio consolidato, differentemente dal bilancio d'esercizio, vengono elisi tutti gli scambi intragruppo, lasciando quindi sotto la voce "di cui parti correlare" il valori degli scambi avvenuti al di fuori del gruppo di consolidamento. Nel bilancio consolidato di Lottomatica saranno presenti i rapporti tra la stessa e Toro arricurazione, non che con De Agostini. Tuttavia questi saranno poi a loro volta elisi nel bilancio consolidato di De Agostini.
EliminaAssolutamente sì nel caso in cui i crediti commerciali in questione dovessero riguardare rapporti con parti correlate esterne al gruppo perché se fossero parti correlate interne allora gli scambi non sarebbero visibili perché nel bilancio consolidato di gruppo vengono eliminati.
Eliminarisposta sopra di Beniamino Galeone
Elimina5) Si ipotizzi che la holding acquisisca una partecipazione di controllo sostenendo un costo parti a 1.000.000, di cui 200.000 sono rappresentati da avviamento. Dove è inserita quest’ultima voce? Nel bilancio separato della holding?
RispondiEliminaQuesta voce sarà inserita nella voce partecipazioni del bilancio separato della holding
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EliminaLa troviamo in due bilanci: 1) all'interno della voce Avviamento del Bilancio Consolidato del gruppo che è il risultato della somma di tutte le partecipazioni delle imprese controllate dalla holding e 2) all'interno della voce Partecipazioni nel bilancio separato della holding
EliminaLa voce avviamento è inserita nel bilancio consolidato. Nel bilancio separato troveremo la voce "partecipazioni in imprese controllate ed altre imprese".
EliminaNel bilancio separato l’avviamento è contenuto nella singola partecipazione posseduta dalla Holding. Quando la holding consolida elimina la voce “Partecipazioni in imprese controllate e collegate” sostituendola con le attività e passività delle società partecipate e nel consolidato viene indicato l’avviamento come nuova voce, perché si tratta di una differenza da consolidamento.
EliminaLa voce Avviamento la troviamo all'interno del bilancio consolidato e deriva dalla voce “ partecipazioni” che si ha nel bilancio di esercizio della società di riferimento.
EliminaL' avviamento è inserito nel bilancio consolidato, in quello separato non dovrebbe essere riportato.
EliminaEnrico Clementi
l'acquisizione dovrebbe essere sul bilancio consolidato della holding come acquisizione
EliminaVerrà inserita nella voce partecipazioni del bilancio separato della holding e non nel consolidato.
EliminaLa voce sarà introdotta nel bilancio separato riferito alla holding e non in quello consolidato.
EliminaL’avviamento, in linea generale, emerge dalla differenza tra il corrispettivo pagato per tutto il, o parte del, patrimonio aziendale acquistato ed il netto (o parte del netto) tra il valore corrente delle attività e passività della società partecipata. Il valore di avviamento viene indicato nell’attivo dello stato patrimoniale consolidato e non nel bilancio separato della holding. In quest’ultimo, infatti, troveremo la voce “partecipazioni in imprese controllate e collegate”, voce che nel consolidamento viene sostituita con le attività e le passività delle società partecipate. La differenza tra il valore delle partecipazioni rappresentato nel bilancio della holding e il patrimonio netto che si andrà a consolidare, in alcuni casi, rappresenta avviamento.
Eliminail valore 200.000 dell'avviamento lo troverò nel bilancio consolidato, in quanto deriva dalla voce "partecipazioni" che si trova solo nel bilancio d'esercizio della holding. Possiamo dire che generalmente la differenza tra le partecipazioni e il patrimonio netto dà l'avviamento, questo è uno dei motivi per cui si formano le differenze di consolidamento.
Elimina
Eliminal’avviamento deriva dalla consolidazione delle partecipazioni presenti nel bilancio d’esercizio, tipicamente trovate nel bilancio di una holding. Quando si fa il bilancio consolidato, tecnicamente accade che la holding elimina la voce delle partecipazioni e sostituisce quella voce con attività e passività delle società partecipate. Una volta eliminate quelle partecipazioni sicuramente si verificherà una differenza tra il valore delle partecipazioni rappresentato nella holding e il patrimonio netto che vado a consolidate. In alcuni casi quella differenza rappresenta l’avviamento.
DOMANDA: IN LINEA TEORICA IN MOLTI SIAMO D'ACCORDO SU QUESTO, TUTTAVIA NEL BILANCIO D'ESERCIZIO DI LOTTOMATICA S.p.A MESSO COME ESEMPIO DAL PROFESSORE (slide numero 44) E' COMUNQUE PRESENTE LA VOCE AVVIAMENTO. QUALCUNO SA DARMI UNA RISPOSTA? GRAZIE
6) Il debito commerciale che una controllata di Lottomatica ha verso Toro Assicurazioni, in quali bilanci può essere letto?
RispondiEliminaNella controllate di Lottomatica e nel consolidato di Lottomatica
EliminaQuel debito verrà letto nel bilancio della controllata stessa e nel consolidato di Lottomatica.
EliminaInoltre, vedrò un credito commerciale verso parti correlate nel consolidato di Toro Assicurazioni. Tutto questo non potrà essere letto nel consolidato di De Agostini
EliminaNel bilancio separato della controllata e nel consolidato della sub-holding Toro Assicurazioni.
EliminaNel bilancio separato della controllata e nel bilancio consolidato di Lottomatica dato che rappresenta uno scambio con una parte correlata esterna al gruppo.
EliminaIn correzione di quanto da me erroneamente scritto, troveremo il debito nel consolidato di Lottomatica (dato che rappresenta una operazione con parte correlata esterna) ed ovviamente nel bilancio separato della controllata.
EliminaIl debito può essere letto sia nel bilancio d’esercizio della controllata di Lottomatica, sia nel bilancio Consolidato di Lottomatica stessa.
EliminaIl debito commerciale che la controllata di Lottomatica ha verso Toro Assicurazioni può essere letto sia nel bilancio d’esercizio della controllata che nel sub-consolidato di Lottomatica. Questo debito, inoltre, rappresenta un credito commerciale per Toro Assicurazioni, credito che troverà adeguata rappresentazione sia nel sub-consolidato che nel bilancio d’esercizio di Toro Assicurazioni, ipotizzando che sia la holding del sottogruppo a vantare tale credito e non una delle società sottoposte al suo controllo.
EliminaNel bilancio della controllata e nel consolidato di Lottomatica (come debito) e di Toro (come credito) perché rappresentano parti correlate esterne. Nel consolidato di Deagostini no perché sarebbero parti correlate interne e i relativi rapporti elisi.
EliminaMaura Vitali
Sarà possibile leggere questo debito commerciale nel bilancio separato della controllata di Lottomatica, nonché nel consolidato della holding stessa.
EliminaPer contro, nel bilancio di Toro troveremo questa posta iscritta come credito commerciale.
Nel bilancio consolidato di De Agostini
EliminaNel bilancio Toro assicurazione= credito commerciale
Nel bilancio separato della controllata Lottomatica= debito commerciale
Si troverà nel bilancio della controllata e nel consolidato di lottomatica essendo Toro Assicurazioni una parte correlata esterna, dato che nel consolidato vengono elise le operazioni infragruppo. Mentre in quello di Toro Assicurazione figurerà come credito commerciale.
EliminaGiulia Costantini
Il debito commerciale verso Toro Assicurazioni potrò trovarlo sia nel bilancio separato della controllata di Lottomatica che nel bilancio consolidato del gruppo Lottomatica in "di cui parti correlate" in quanto rappresenta un rapporto tra il gruppo e una parte esterna al gruppo stesso.
EliminaNel bilancio consolidato Lottomatica S.p.A.
EliminaNel bilancio di esercizio della controllata presa in considerazione
Reciprocamente anche nel bilancio consolidato di Toro Assicurazioni
Il debito commerciale verso Toro Assicurazioni, comparirà: nel bilancio separato della società controllata da Lottomatica (che lo ha contratto), nel bilancio consolidato del Gruppo Lottomatica e in quello consolidato di Toro assicurazioni sotto-forma di credito commerciale (verso parti correlate).
EliminaIl debito può essere rilevato sia nel bilancio singolo della controllata che nel bilancio consolidato di Lottomatica.
Elimina7) Ipotizziamo che una controllata di gruppo sia mantenuta in vita nonostante i risultati negativi generati in passato e che probabilmente genererà anche in futuro. Tali perdite non sono però giustificate da vantaggi generati per altre unità del gruppo. Com’è possibile avere interessi a mantenerla in vita?
RispondiEliminasi può trattare di un'unità a vitalità economica riflessa e la perdita si giustifica grazie a ritorni che solo il soggetto economico controllante riesce ad ottenere, sono le società tipicamente appartenenti al settore dei media, dei giornali etc
EliminaQuesto può essere giustificato dalla presenza di Unità a Vitalità Economica Riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico. Sono delle unità tipiche nel settore dell'editoria, le cui perdite non vengono giustificate da valori apportati alle altre unità del Gruppo ma solo dai ritorni che il S.E. riesce ad ottenere. In casi simili possono sussistere una molteplicità di interessi per far sì che esse siano in perdita, ma il S.R. ha l'incentivo a rifinanziarle e mandarle avanti per interessi personali (ad esempio, rimanendo in tema editoria, può essere uno scandalo sui giornali). In conclusione, non si parla di economicità né unitariamente considerata né in funzione del Gruppo, ma solamente di benefici ed interessi privati.
EliminaPerché è un'unità a vitalità economica riflessa nei benefici del soggetto economico
EliminaSi tratta sicuramente di un'unità a vitalità economia riflessa nei beneifici privati del controllante. Sono società che operano di solito nel settore dei media e nello sport e vengono mantenute in vita da gruppi industriali/bancari perchè i benefici derivanti dal prestigio, dal consenso e dalla pressione sui policy makers, sono di norma maggiori alle perdite economiche che esse producono. Es: La Cir controllava fino a pochi mesi fa il Gruppo GEDI che ha accumulato circa 150 millioni di perdita negli ultimi due anni fiscali.
EliminaPotrebbe trattarsi di un'unità produttiva a vitalità economica riflessa nei benefici privati del soggetto economico. Il suo mantenimento all'interno del gruppo si giustifica con la volontà del soggetto economico di estrarre, a scapito delle minoranze, i cosiddetti benefici privati del controllo. Un caso tipico è quello degli amenity potential, ossia i benefici privati estraibili da società che operano nel settore dello sport e dei media. Un esempio potrebbe essere il gruppo Caltagirone, che tramite la sub-holding Caltagirone Editore controlla diverse società editoriali e operanti nel settore dei media.
EliminaIl soggetto economico ha interesse a mantenerla in vita quando può estrarne benefici privati (unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico). La controllata non svolge una funzione di servizio per il gruppo ma svolge una funzione di servizio verso gli interessi personali del soggetto economico. Ciò accade spesso nel settore dei media e dello sport. Es. società sportiva in perdita tenuta in vita per una questione di tifoseria sportiva, oppure società editoriale che viene utilizzata per evitare la diffusione di informazioni negative sul soggetto economico (scandali).
EliminaMaura Vitali.
Fanno parte delle "unità produttive a vitalità economica riflessa nei benefici privati del soggetto economico". Può capitare che si abbia il mantenimento di alcune economie nonostante i risultati negativi realizzati e la mancanza di complementarietà economica con le altre unità dell’aggregato, questo si giustifica con la volontà del soggetto economico di estrarre, a scapito delle minoranze, i c.d. "benefici privati" del controllo. Tali benefici si riferiscono alla possibilità di utilizzare le risorse aziendali per fini personali.I benefici estraibili da tali società (prestigio, immagine, consenso presso l’opinione pubblica, pressione sui decisori pubblici) sono normalmente maggiori rispetto a quelli che si possono conseguire attraverso il controllo di società operanti in altri settori. Per questo, la loro permanenza nell'economia del gruppo prevale sulle performance economiche raggiunte dalle medesime.
EliminaSi potrebbe comunque avere interesse a mantenerla in vita perchè magari è un'unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del soggetto economico, esempi sono le Amenity Potential, ovvero società che operano nel settore dello sport e dei media.
EliminaGiulia Costantini
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EliminaVi è interesse a mantenere in vita una unità che è in perdita nonostante la perdita non si giustifichi con il fatto di aver portato valore al gruppo in quanto questa perdita si giustifica con dei ritorni economici che solo il soggetto economico controllante riesce ad ottenere; è quindi un'unità che non opera con economicità ma che sopravvive perchè sta consentendo a qualcuno di estrarne benefici privati, il nome di queste unità è : unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico. Parliamo delle società che appartengono ai media, all'editoria in quanto in Italia abbiamo il problema degli "editori impuri".
EliminaSiamo nel caso di unità a vitalità economica riflessa nei benefici privati del controllo del soggetto economico.
Eliminaunità in perdita e che non si giustificano per il fatto di aver portato valore al gruppo ma con dei ritorni per il singolo soggetto economico.
Molto probabilmente si tratta di un'unità produttiva a vitalità economica riflessa che generalmente opera nel settore dei media e dell'informazione in generale.Spesso queste unità non vengono dismesse per interesse del soggetto economico che ottiene vantaggi personali d'immagine e reputazione dalla loro attività.
Elimina8) Una holding che espropri una controllata, fino a condurla allo stato di default, per chi genera danni?
RispondiEliminaGenera danni per i creditori sociali e gli stakeholder della controllata, ma anche a se stessa, perché attraverso l' attività di direzione e coordinamento volta a impoverire il patrimonio della controllata si perde l' autonomia patrimoniale perfetta, assumendosi cosi tutte le responsabilità, oltre il patrimonio conferito, verso i creditori sociali della controllata.
EliminaLeonardo Canini
Alla risposta del mio collega Leonardo aggiungerei: vengono cagionati danni anche nei confronti della collettività, perché sarà lo stato a dover sostenere i lavoratori dipendenti della società controllata che si ritroveranno senza un lavoro.
EliminaIn questo caso la holding genera danni alla società controllata e in particolare a tutti i suoi stakeholder compresi i dipendenti e i creditori sociali che hanno investito nella società non solo in termini di denaro, ma anche in termini di lavoro e know how. Tutto questo inoltre apporta un danno anche alla collettività in generale e alla holding stessa che, per condurre la controllata in uno stato di default, non è riuscita nel mentre a lavorare in modo efficace ed efficiente e pertanto dovrà assumersi tutte le responsabilità.
EliminaSabrina Torriero
EliminaIn primis per gli stakeholder della controllata in questione. Intorno a quella società, infatti, ruotavano gli interessi di quanti facevano esclusivo affidamento sulla consistenza patrimoniale o sui risultati reddituali della stessa per il soddisfacimento delle proprie aspettative. Il riferimento è ai creditori sociali e agli azionisti di minoranza, senza contare il fatto che altri soggetti, come magari fornitori, dipendevano dall’operato di quella società e potrebbero essere danneggiati dal default della stessa. Per quanto riguarda la holding, occorre fare alcune precisazioni. Innanzitutto, la holding molto probabilmente risponderà dei danni cagionati alla controllata, insieme agli amministratori della stessa, ai sensi del 2497 c.c., a meno che non sia in grado di dimostrare che la società non fosse soggetta ad attività di dichiarazione e coordinamento, evitando così che la responsabilità risalga a livello apicale. Infine, ne deriverebbero danni per la collettività in quanto l’aver condotto quella società allo stato di default ha determinato una distruzione di valore che non può non concretizzarsi in una mancata partecipazione del gruppo al bene comune.
EliminaIl danno è cagionato a:
Elimina-minoranze azionarie, che non ottengono dividendi;
-creditori sociali, che non hanno più un patrimonio su cui rivalersi;
-dipendenti, per quanto riguarda salari e stipendi, soprattutto quelli con remunerazione ancorata alla redditività netta dell’impresa (es. stock options);
-fornitori della controllata che non vengono più pagati;
-Stato perché la società in perdita non paga le tasse (e indirettamente perché verranno licenziati i dipendenti).
-collettività perché l'espropriazione ha condotto all'estrazione di benefici a vantaggio di pochi, con la conseguente distruzione del valore prodotto dalla controllata, a danno del bene comune.
Se la Holding dirige e coordina la controllata la responsabilità e quindi il danno risalgono fino alla Holding, a meno che il danno non sia compensato da vantaggi di cui la controllata beneficia per l'appartenenza al gruppo (vantaggi compensativi).
Maura Vitali
I danni generati dall'espropriazione della holding riguarderanno tutti i soci della società espropriata a causa del pregiudizio arrecato alla redditività e al valore della partecipazione sociale e i creditori sociali per la lesione dell'integrità del patrimonio.
EliminaLe figure soggette a danni di questo genere sono numerose. Possiamo sinteticamente dire che riteniamo avverso al danno qualunque soggetto che era in contatto con la società, come stakeholder, dipendenti, fornitori e altri. Ne risentirà anche lo stato data la perdita di fatturato della società e quindi la perdita di imposte fiscali. Potrebbero essere poi cagionati ulteriori danni in via indiretta, ad esempio ai figli dei dipendenti licenziati. Il danno potrebbe poi risalire alla holding come previsto dall'articolo 2497 c.c.
EliminaI danni sono generati nei confronti di tutti gli stakeholder e della controllata stessa, ma gli effetti legali vanno a ricadere anche sulla controllante perché dovrà rispondere della propria attività di direzione e coordinamento. Oltre a rispondere dei danni dal punto di vista patrimoniale la holding potrebbe accusare anche problematiche di tipo reputazionale che impatterebbero sulla capacità di trovare nuovi partner per i propri business (clienti, fornitori, ecc.).
Elimina9) Perché un soggetto economico dovrebbe arrivare ad espropriare la sua azienda fino a condurla allo stato di default danneggiando gli stakeholder e se stesso? è un comportamento razionale?
RispondiEliminaA me viene in mente che qualora non ci fossero più bisogni da soddisfare è inutile portarla avanti e parlare di organizzazione produttiva. L'azienda deve esser pronta a cambiare il suo "cosa" ed il suo "come" qualora questi non fossero più utili a soddisfare determinati bisogni.
EliminaAggiungo alla risposta precedente : penso che per poter essere un comportamento razionale non si dovranno scaricare gli effetti delle proprie responsabilità sugli altri stakeholders (es. dipendenti), chiedendo magari loro di far sacrifici nell’interesse aziendale.
EliminaUn soggetto economico potrebbe arrivare ad espropriare la sua azienda per vari motivi che potrebbero essere più o meno razionali sulla base dell'effettiva situazione aziendale. Tale azione potrebbe essere giustificata dal fatto che c'è un fine ultimo o un progetto più vantaggioso, che apporti comunque un valore alla collettività.Tale comportamento può essere definito razionale ma soprattutto etico se poi il soggetto economico, a seguito della decisione, si assume tutte le responsabilità cercando anche il modo di sostenere tutti gli stakeholder, ma sopratutto i dipendenti.
EliminaSe, per esempio, gli utili vengono spostati verso una società che apparentemente non appartiene al gruppo ed è impossibile risalire al soggetto economico comune, questo non ne viene danneggiato, ma sono danneggiati solo i portatori di interessi. Questo è un comportamento razionale di massimizzazione della propria utilità personale (magari per utilizzare quelle somme per realizzare altri progetti, a danno di altri portatori di interessi, per esempio anche attraverso l'utilizzo della leva azionaria), ma illecito, oltre che non etico. Quando invece si adotta la logica della partecipazione al bene comune questo comportamento diventa anche irrazionale perché l’obiettivo del soggetto economico non è l’estrazione di benefici privati ma la creazione di valore per la collettività, valore che in questo modo viene distrutto.
EliminaMaura Vitali
A mio avviso un soggetto economico rischia di portare la propria azienda in uno stato di default quando non viene perseguito l’Interesse Primario dell’impresa, ovvero il soddisfacimento dei bisogni e creazione di un valore sostenibile che permetta all’azienda di svilupparsi e sopravvivere nel lungo periodo. Al contrario, l’approccio della Shareholder Theory, la quale ha come fine la massimizzazione del profitto degli azionisti, genera un disallineamento con l’interesse aziendale, portando l’azionista di controllo a governare l’azienda per il suo tornaconto, inducendola allo stato di default danneggiando sia gli stakeholder che se stesso. In considerazione di ciò, ritengo che il comportamento del soggetto economico sia irrazionale. Anche l’approccio della Stakeholder Theory può essere criticato in quanto, indurrebbe a giustificare i comportamenti opportunistici dei manager o di chi controlla l’azienda al fine di soddisfare gli interessi di tutti gli stakeholder e non dell’azienda stessa, conducendola così ad uno stato di default. Infatti tale teoria vede l’azienda esclusivamente come strumento e non come un istituto con propri diritti e doveri. Concludendo, come inizialmente affermato, l’unico approccio razionale risulta essere quello dell’Interesse Primario.
EliminaCredo che sia un comportamento perfettamente razionale nel momento in cui il soggetto economico sia convinto, erroneamente, di essere il proprietario dell'azienda. Questa concezione sbagliata porta il soggetto economico a pensare di poter disporre dei beni dell'azienda come meglio crede proprio perché "sono di sua proprietà" portandolo ad avere una concezione prettamente utilitaristica anche di tutti gli stakeholder della società.
Elimina10) Un’unità captive può essere oggettivamente durevole?
RispondiEliminaDipende perché una società captive scambia all'interno del gruppo, però la Holding potrebbe dare la possibilità di scambiare nel mercato, magari riesce a trovare le condizione che le consentono di sopravvivere e svilupparsi diventando oggettivamente durevole perché crea queste condizioni. Se cosi fosse la Holding avrebbe convenienza ad aprirla effettivamente al mercato cosi da diversificare l' attività del gruppo.
EliminaLeonardo Canini
si in quanto potrebbe essere oggettivamente durevole se la porto a scambiare sul mercato. Se la holding si accorge che la società sta andando particolarmente bene la deve aprire al mercato così da consentire al gruppo di diversificare la sua attività
EliminaDipende. Per società captive si intende un'unità interna al Gruppo che opera esclusivamente al suo interno. All'interno del suo bilancio troveremmo solamente rapporti con parti correlate e, a volte, il loro unico stakeholder esterno è lo Stato. Tuttavia, la Holding può presentare la società al mercato, permettendole di maturare quelle condizioni e quelle skills che le garantirebbero di svilupparsi e sopravvivere al mercato. In tal caso, sarebbe giusto ed intelligente da parte della Holding aprire la società al mercato, perseguendo una diversificazione delle attività del Gruppo stesso.
EliminaVorrei aggiungere alle risposte dei mie colleghi che le unità captive possono essere unità oggettivamente durevoli, ma tali unità sono per la maggior parte dei casi unità soggettivamente durevoli o a vitalità economica riflessa; poiché questo tipo di unità, se portate all'esterno del gruppo, difficilmente riusciranno a sopravvivere e a svilupparsi.
EliminaUna società captive è tale quando sia dal lato dell'input che dal lato dell'output si rivolge ad altre società del gruppo. Tuttavia, potrebbe essere oggettivamente durevole qualora si aprisse al mercato esterno. Il gruppo potrebbe decidere di effettuare tale apertura per diversificarsi.
EliminaCon il termine “unità oggettivamente durevoli” si intendono tutte quelle unità che possono sopravvivere anche se poste al di fuori del gruppo perché riescono a mantenere una condizione di equilibrio economico nel tempo. Questo può essere anche il caso delle unità captive che, pur scambiando beni o servizi solo con altre unità del gruppo, troverebbero, comunque, un mercato esterno dove acquisire i fattori della produzione e/o allocare i propri prodotti, in condizioni di economicità. E’ possibile, quindi, affermare che le unità captive possono essere oggettivamente durevoli.
EliminaAssolutamente si. Potrebbe trattarsi, infatti, di unità che, sebbene scambino beni o servizi solo con altre unità del gruppo, riuscirebbero a trovare un mercato esterno dove acquisire i fattori della produzione e/o allocare i propri prodotti, in condizioni di economicità.
EliminaAssolutamente sì. Un’unita che opera esclusivamente all’interno del Gruppo (acquista da altre unità e vende ad altre unità del Gruppo) può essere trasformata in una OUTERCAPTIVE e quindi offrire lo stesso servizio anche sul mercato, in uno stato di equilibrio economico a valere nel tempo che le consenta di essere oggettivamente durevole. Un esempio può essere rappresentato dalla Business Solution di Fiat, la quale ha permesso al Gruppo di diversificarsi entrando anche nel settore dei servizi.
EliminaSe la sua esistenza è legata unicamente all’appartenenza al gruppo e alla funzione di servizio che svolge verso la sua economicità, senza essere aperta al mercato, no. Può diventare oggettivamente durevole se si decide di aprirla al mercato e responsabilizzarla per il perseguimento del profitto e l’unità riesce ad essere in equilibrio economico, monetario, finanziario, di interessi (oltre che una delega decisionale almeno a livello competitivo necessaria per confrontarsi col mercato). A questo punto è oggettivamente durevole ossia economicamente autonoma solo se riesce a mantenere tali equilibri quando scollegata dall’economia del gruppo, ossia a prescindere dalle sinergie attivate con lo stesso. Es. Business Solutions
EliminaMaura Vitali.
Si, qualora quest'ultima riuscisse a sopravvivere anche al di fuori del gruppo, trovando un mercato da cui acquisire i fattori produttivi e allocare i beni e servizi prodotti.
EliminaGiulia Di Silvestre
Si, potrebbero trovare comunque, un mercato esterno dove acquisire i fattori della produzione e/o allocare i propri prodotti, in condizioni di economicità.
EliminaSi se riesce a rimanere in vita anche operando al di fuori del gruppo e quindi sul mercato esterno.
EliminaGiulia Costantini
Il fatto di definirla come una società captive mi fa capire che è una società che opera solo all'interno del gruppo, possiamo affermare che questa società sia oggettivamente durevole solo nel caso in cui portandola a scambiare sul mercato, aprendola al mercato si trovino le condizioni che le consentono di svilupparsi.
EliminaDipende, definendo una società captive intendiamo che questa scambia all’interno del gruppo. Potrebbe essere anche oggettivamente durevole in quanto se se portata a scambiare sul mercato si potrebbe verificare una condizione che gli consenta di svilupparsi. Una holding che si accorge di questa possibile potenzialità deve aprirla al mercato cosi da consentire al gruppo di diversificare la sua attività.
EliminaPuò esserlo assolutamente se svolge il proprio compito in modo molto profittevole peril gruppo a tal punto che la controllante potrebbe decidere, per farla operare al massimo delle potenzialità, di lanciarla anche sul mercato e farla competere direttamente con le altre società nel settore di riferimento.
Elimina11) Nella slide 354, il gruppo Geox vuole diffondere una cultura della responsabilità sociale nelle varie controllate commerciali, quali sono gli strumenti che può mettere in campo?
RispondiEliminaRedigere il codice etico, modificare la mission, Conseguire certificazioni, Bilancio di sostenibilità...
EliminaSi può procedere con una formazione iniziale di manager della holding per poi formare a loro volta i vari responsabili delle controllate. Altrimenti per ogni macro-area si potrebbero stringere delle partnership con università e business school così da ricevere una formazione per il personale in cambio di tirocini curricolari offerti agli studenti.
EliminaEnrico Clementi
-Redazione di un codice etico
Elimina-Attraverso corsi di formazione principalmente nei confronti dei top manager che attraverso vari strumenti potrebbero diffondere all'interno delle varie controllate la cultura si responsabilità sociale
- formando i nuovi entrati all'interno delle società focalizzando l'attenzione anche su quest'aspetto
- sponsorizzando il più possibile tale aspetto tramite i vari canali a disposizione (inserendolo all'interno di pubblicità, siti internet ecc)
- se risulta essere un elemento di forza per l'azienda si potrebbe pensare anche di modificare la mission aziendale
Un primo strumento da poter utilizzare è rappresentato dalla mission, la quale incorpora non solo l’orientamento strategico di fondo ma anche l’etica e la responsabilità sociale dell’impresa. A tal proposito, per l’intero reparto commerciale, potrebbe essere creata una mission specifica che contenga i valori fondamentali che tali società debbano rispettare in ambito di CSR, ad esempio il rispetto dei dipendenti, dei clienti e dei fornitori. Un altro importante strumento viene individuato nel bilancio sociale che ogni società deve redigere al fine di una valutazione da parte della Holding su quello che è stato l’impatto sociale avvenuto all’interno delle società commerciali del Gruppo. Infine potrebbero essere proposti una serie di incentivi monetari e non ai manager di tali società, con l’obiettivo di favorire la diffusione della responsabilità sociale nello svolgimento quotidiano delle attività commerciali. È importante però che tali incentivi vengano accompagnati da un’attiva di monitoraggio da parte degli organi di supervisione al fine di evitare comportamenti opportunistici, ad esempio nel caso in cui i responsabili di una società commerciale, al fine di ottenere bonus, intraprendano attività di beneficienza non giustificate.
EliminaTramite un codice etico e modificando la mission, orientandosi a delle strategie di Corporate Social Responsability
EliminaGeox dovrebbe integrare le preoccupazioni sociali ed ecologiche all'interno delle operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate, uno degli strumenti che può utilizzare è la CSR.
RispondiEliminaGeox dovrebbe integrare con delle "green practices" nelle società commerciali; ad esempio, potrebbe elaborare dei criteri di selezione dei propri fornitori (certificazioni, trasparenza e proattività) che garantiscano l'adozione di una cultura organizzativa socialmente responsabile.
RispondiEliminaAl tempo stesso concordo con i miei colleghi che dovrebbe adottare un codice etico ed inserire implicazioni di csr nella visione strategica del Gruppo.
OSF, mission e vision orientanti alla CSR; un codice etico, dove sono espressi valori e principi aziendali coerenti con la CSR; un codice di condotta e un bilancio sociale attraverso cui regolare il comportamento dell’azienda nei confronti de vari portatori di interessi e rendere trasparente l’adozione della CSR (es. adozione di una catena del valore socialmente responsabile con la selezione fornitori etici, certificazioni green); uno stile di leadership partecipativo e corsi di formazione al management e ai dipendenti per infondere la cultura della CSR a tutti i livelli. Le pratiche di CSR per le controllate commerciali di Geox potrebbero consistere nell'utilizzo di packaging biodegradabili dei prodotti, misure relative al contenimento dei consumi energetici nei punti vendita anche con il passaggio a fonti rinnovabili, organizzazione di eventi promozionali durante i quali adottare pratiche green per diffondere la cultura del CSR anche ai clienti.
RispondiEliminaMaura Vitali
Può farlo mediante il codice etico, nonchè mediante la mission, che siano orientati verso una CSR.
EliminaGiulia Costantini